giovedì 16 giugno 2016

Geronimo

 
Geronimo (in ndendahe Goyaałé)

è stato un condottiero nativo americano, fu uno dei più famosi capi degli Apache, e per oltre 25 anni guerreggiò contro gli Stati Uniti e la loro espansione ad occidente.
Geronimo nacque nei pressi del fiume Gila, all'epoca territorio Messicano (oggi è parte del Nuovo Messico, che insieme all'Arizona costituiva il Nuevo Mexico prima dell'acquisizione dell'intero territorio da parte degli U.S.A.) di fatto occupato dagli Apache Bedonkohe (talvolta chiamati Mogollones), sottodivisione degli Ndehndahe. Geronimo era, appunto, un Bedonkohe Ndehndahe Apache. Crebbe divenendo un rispettato sciamano e un esperto guerriero, che combatté frequentemente contro le truppe messicane, dapprima al seguito di Luis - all'epoca capo della banda Bedonkohe Ndehndahe- e del grande Mangas Coloradas, e poi in associazione con Juh e con Victorio, e dopo la morte di quest'ultimo, con Nana, Mangus  e Naiche (figlio minore di Cochise, subentrato al comando dei Chiricahuas. Fu soprannominato dal proprio popolo "il Sognatore" perché asseriva di essere in grado di vedere il futuro; effettivamente, Geronimo fu, insieme al Cibecue Coyotero Nakai-doklini il di-yin più considerato nella seconda metà del secolo XIX. I suoi avversari messicani gli diedero invece il soprannome di "Geronimo". Dopo il massacro di Kasyeh compiuto dai Messicani nel 1851, nel quale perdette la moglie, i tre figli e la madre, divenne implacabile nemico dei Messicani e combatté contro un sempre maggior numero di truppe messicane e statunitensi e divenne famoso per il suo coraggio e per essere sfuggito numerose volte alla cattura, ma anche per un carattere estremamente sospettoso e per un'astuzia al limite della doppiezza, tanto più rimarcata a fronte della brutale lealtà del suo contemporaneo Victorio.
Geronimo, guerriero indubbiamente coraggioso e abile, divenne un capo di primo piano soltanto dopo la morte dei grandi capi delle precedenti generazioni.Le forze di Geronimo divennero l'ultimo grande gruppo di combattimento di pellerossa che si rifiutò di riconoscere come padrone il governo degli Stati Uniti nel West. Questa lotta giunse a termine il 4 settembre 1886, quando Geronimo si arrese al generale Nelson Miles dell'esercito statunitense, a Skeleton Canyon, Arizona. Geronimo venne mandato in prigione a Fort Pickens (Florida). Nel 1894 venne trasferito a Fort Sill (Oklahoma). In età avanzata divenne una specie di celebrità, comparendo alle fiere e vendendo sue fotografie e altri oggetti personali (particolarmente ironico fu il sistema escogitato dall'ormai anziano di-yin per la vendita dei cappelli, che vendeva alle fiere comprandone quando la scorta era esaurita), ma non gli fu permesso di fare ritorno alla sua terra natia. Cavalcò durante la parata inaugurale del Presidente Theodore Roosevelt, nel 1905; il lungo periodo trascorso in prigionia o nel confino della riserva di Fort Sill, con ripetuti incontri con giornalisti e fotografi, fu comunque utile al consolidamento del suo mito, permettendogli di raggiungere livelli di considerazione come leader della resistenza Apache che i suoi contemporanei Apache non gli avrebbero accreditato, senza togliere alcunché alle sue indubbie doti di coraggio, astuzia e capacità nell'esercizio della guerriglia. Morì di polmonite a Fort Sill. Oggi Geronimo riposa nel Beef Creek Apache Cemetery, a Lawton, Oklahoma.

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