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giovedì 5 maggio 2016

La poesia




L'angosciante questione
se sia a freddo o a caldo l'ispirazione
non appartiene alla scienza termica.
Il raptus non produce, il vuoto non conduce,
non c'è poesia al sorbetto o al girarrosto.
Si tratterà piuttosto di parole
molto importune
che hanno fretta di uscire
dal forno o dal surgelante.
Il fatto non è importante. Appena fuori
si guardano d'attorno e hanno l'aria di dirsi:
che sto a farci?

Eugenio Montale

Eugenio Montale


Nasce a Genova nel 1896, ultimo di sei fratelli di una famiglia di commercianti. Per motivi di salute è costretto a interrompere gli studi regolari e consegue il diploma di ragioniere da autodidatta. Nel 1917 partecipa come ufficiale alla prima guerra mondiale combattendo in Trentino. Trasferitosi a Firenze nel 1928, è nominato direttore di un prestigioso istituto, il Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux, che è costretto a lasciare dieci anni dopo per non aver voluto aderire al fascismo. Nel '29 è ospite nella casa di Drusilla Tanzi (che aveva conosciuto nel '27) e del marito, lo storico d'arte Matteo Marangoni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale si trasferisce a Milano, dove lavora come redattore del Corrire della Sera fino al 1973. Nel 1962 sposa Drusilla Tanzi (di dieci anni più anziana di lui) con rito religioso a Montereggi, in prov. di Fiesole (Marangoni era morto nel 1958).Le ultime raccolte di versi, Xenia ('66, dedicata alla moglie Drusilla Tanzi, morta nel 1963), Satura ('71) e Diario del '71 e del '72 ('73), testimoniano in modo definitivo il distacco del poeta - ironico e mai amaro - dalla Vita con la maiuscola. Nel '75 riceve il premio Nobel per la letteratura.Tra le sue principali opere poetiche ricordiamo: Ossi di seppia (1925), Le occasioni (1939), La bufera e altro (1956). Muore a Milano nel 1981.