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martedì 12 luglio 2016

Estate



Ardono i seminati,
scricchiola il grano,
insetti azzurri cercano ombra,
tocccano il fresco.
E a sera
salgono mille stelle fresche
verso il cielo cupo.
Son lucciole vagabonde.
crepita senza bruciare
la notte dell'estate.   
P.Neruda

Ode al giorno felice


Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando,dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto,gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
P. Neruda

Pablo Neruda.


12 luglio 1904, Parral, Cile / 23/09/1973, Santiago del Cile
pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto,
è stato un poeta, diplomatico e politico cileno, considerato una delle più importanti figure della letteratura latino-americana contemporanea. Egli nacque da famiglia modesta, trascorse l'infanzia nel selvaggio sud del Cile, frequentò le scuole fino al liceo nella cittadina di Temuco e poi l'Università a Santiago. Dal 1926 al 43 girò il mondo come rappresentante diplomatico del suo paese, nel' 36- 37 visse l' esperienza della guerra civile spagnola non soltanto da spettatore interessato. L'incontro o meglio la scoperta della Spagna fu per Pablo Neruda un fatto di estrema importanza.Neruda,favorito dalle circostanze,mise un pur lieve scompiglio nella letteratura spagnola facendosi paladino della "poesia impura" opponendosi alla linea purista di Juan Ramon Ramirez. Dopo aver subito il fascino dell'incontro con la poesia spagnola, il poeta cileno venne travolto nell'appassionata vicenda della guerra civile:prese subito posizione a favore della Repubblica aggredita; fu scosso dalla tremenda fucilazione di Lorca e con Cesar Vallejo, poeta peruviano,fondò il Gruppo ispano-americano d'aiuto alla Spagna.La guerra gli determinò un mutamento profondo nell' animo, nelle convinzioni, nella cultura, nella poesia del poeta. "E quando cessata la guerra civile, tanti spagnoli furono costretti all'esilio o morirono fucilati o in carcere quel "legame materno" con la Spagna si fece per Pablo drammatico e fu come una goccia di sangue che rimase indelebile.La Spagna col suo esilio è stata per Neruda:Un vuoto angoscioso e accorato che si ripercuote nel suo virile grido di poeta dal lontano '39 . Nel 1944 tornato in Cile s'iscrisse al partito comunista cileno e venne eletto senatore. Dal '48 al 52 fu perseguitato e costretto all'esilio per la sua presa di posizione contro il neo dittatore Gonzalez Videla. Nel 1971 guadagna il premio nobel per la letteratura, nel 1973 torna in Cile e in quello stesso anno muore a Santiago subito dopo il colpo di Stato del generale Pinochet.