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mercoledì 17 agosto 2016

♫ ♪ Auguri a MOGOLche compie 80 anni ♪ ♫


 
Giulio Rapetti Mogol,
nato con il nome di Giulio Rapetti, è un paroliere, scrittore e produttore discografico italiano. 
Data di nascita: 17 agosto 1936 (età 80), Milano
Noto presso il grande pubblico con lo pseudonimo Mogol, è quasi sempre ricordato per il lungo e fortunato sodalizio artistico con Lucio Battisti, sebbene il suo contributo alla musica leggera italiana sia stato di respiro più largo, a partire dai primissimi anni Sessanta. Nel 1955, decide di seguire le orme del padre e inizia a scrivere testi di canzoni con il nome d'arte di Mogol che adesso è stato ufficialmente aggiunto al suo cognome. Il suo primo brano, scritto insieme a Carlo Donida, è Briciole di baci (1960), interpretato da Mina, ma il successo arriva nel 1961, quando vince il Festival di Sanremo con Al di là, canzone scritta sempre insieme a Donida e interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis. Verso la fine degli anni Sessanta inizia il lungo sodalizio con Lucio Battisti. L'esordio è del 1969, con la canzone Un'avventura (presentata al Festival di Sanremo), insieme all'album "Lucio Battisti". Nello stesso anno, Mogol fonda un'etichetta insieme al cantante, la Numero Uno, che raccoglie sotto la sua egida molti celebri cantautori italiani, compresa la stessa band musicale di Battisti, i Formula 3. Nell'ottobre 1970 esce la canzone "Emozioni", seguita da innumerevoli altri capolavori di musica leggera, concepiti soprattutto lungo tutti gli anni anni Settanta (tra cui Il mio canto libero, Una donna per amico, Ancora tu, Si', viaggiare,...), raccolti nel 2004 nel cofanetto "Le avventure di Lucio Battisti e Mogol". Il sodalizio si scioglie nel 1980. Da allora Battisti è andato verso una musica meno orientata al mercato e un'esistenza sempre più ritirata, Mogol ha proseguito la sua attività, anche se quegli anni restano l'apice di una carriera che, di fatto, accompagna la storia della moderna industria della canzone italiana. Il contributo di Mogol alla musica leggera abbbraccia anche testi e cover per, fra gli altri, Patty Pravo (Il paradiso, Per te, Io ti venderei), Caterina Caselli (Perdono, Cento giorni, Sono bugiarda, Il volto della vita), Dik Dik (Sognando la California, Senza luce, Il primo giorno di primavera), Equipe 84 (Io ho in mente te, 29 Settembre, Nel cuore nell'anima, Nel ristorante di Alice,Un angelo blu), Fausto Leali (A chi), The Rokes (Che colpa abbiamo noi, È la pioggia che va), Bobby Solo (Se piangi, se ridi,Una lacrima sul viso), Little Tony (La spada nel cuore, Riderà), Mango (Oro, Come Monna Lisa, Mediterraneo), Riccardo Cocciante (Un nuovo amico, Se stiamo insieme), Gigi D'Alessio. Senza dimenticare che tra le sue traduzioni ci sono alcuni super classici di Dylan, "Blowin'in the Wind" (La risposta è caduta nel vento cantata da Luigi Tenco), "Mister Tambourine Man" (Mister Tamburino cantata da Don Backy) e "Like a Rolling Stone" (Come una pietra che rotola, cantata da Gianni Pettenati). Altrettanto celebre è la versione di Mogol di "Space Oddity" di David Bowie: "Ragazzo solo ragazza sola". Mogol è anche co-fondatore della Nazionale Cantanti e fondatore e tutor del CET, il centro musicale del Toscolano, in Umbria, nato per formare nuovi talenti della canzone. Da quest'anno è anche Commendatore al merito della Repubblica Italiana. Il suo più recente, pubblicizzatissimo, successo lo ha ottenuto a fine luglio in tribunale, in una causa intentata contro la vedova di Lucio Battisti, Grazia Letizia Veronese che da sempre si oppone all'utilizzo e alla diffusione massivi del repertorio e dell'immagine del marito. In primo grado, il tribunale civile di Milano ha dato ragione a Mogol che ha ottenuto anche un risarcimento. - Mogol ha quattro figli: dalla prima moglie Serenella ha avuto il primogenito Mario, Alfredo (in arte "Cheope") e Carolina, mentre il quarto, Francesco, è nato dalla relazione con la pittrice e poetessa Gabriella Marazzi.

sabato 13 agosto 2016

Alfred Hitchcock


 
Sir Alfred Joseph Hitchcock
(Londra, 13 agosto 1899Los Angeles, 29 aprile 1980
stato un regista e produttore cinematografico britannico naturalizzato statunitense. È considerato una delle personalità più importanti della storia del cinema. Il regista è conosciuto anche, grazie ai suoi capolavori thriller, come "maestro del brivido".Nasce in un quartiere di Londra, a otto chilometri dal centro. I genitori William ed Emma Jane Whelan, erano titolari e proprietari di un negozio di frutta e verdura. Il padre commerciava come grossista di derrate alimentari. Dirimpetto al negozio si trovava l'abitazione della famiglia. Alfred è il più giovane di tre fratelli. Il padre, cattolico osservante, provvede ad impartirgli una educazione cattolica. Spesso Alfred accompagnava il padre sul carretto con i cavalli nel giro di consegna delle merci ai clienti e ai negozi della zona. Il padre era molto severo. Un episodio traumatico vissuto nell'infanzia è così raccontato a François Truffaut: "Avevo forse quattro o cinque anni ... Mio padre mi mandò al commissariato di polizia con una lettera. Il commissario la lesse e mi rinchiuse in una cella per cinque o dieci minuti dicendomi: "Ecco che cosa si fa ai bambini cattivi!". - E lei che cosa aveva fatto per meritare questa punizione? - Non ne ho la minima idea. Mio padre mi chiamava agnellino senza macchia. Veramente non riesco ad immaginarmi che cosa abbia potuto fare." Il motivo dell'innocente arrestato e imprigionato ingiustamente ricorre molto frequentemente nei suoi film e appare il tentativo di esorcizzare quel trauma infantile.  Il 12 dicembre del 1914 muore il padre all'età di 52 anni. La famiglia gli trasmette un grande amore per il teatro. Si recavano tutti insieme alla domenica nei teatri della zona e Alfred ben presto conosce attraverso commedie e drammi, tante storie con cui nutrire la sua fantasia. A otto anni ha già percorso tutte le linee tramviarie londinesi e raggiunto in battello a vapore la foce del Tamigi. Nell'autunno del 1910 è iscritto presso il Saint Ignatius College. Ne sperimenta la rigida disciplina. A 13 anni, lascia l'Istituto. Per tutto il 1914 frequenta dei corsi serali presso la Scuola di Ingegneria e Navigazione presso l'Università di Londra. All'inizio del 1915 trova un posto in una fabbrica di cablature elettriche, fili telegrafici e materiale bellico. Per 15 scellini alla settimana deve calcolare la misura e il voltaggio dei cavi elettrici che la ditta installa. Nel 1917 è sottoposto alla visita medica per il servizio militare, ma viene riformato. Si arruola comunque in un corpo volontario del genio. Legge molto: scrive racconti per la rivista aziendale. Alla Henley, grazie alla sua abilità nel disegno, viene trasferito all'ufficio pubblicità. Continua a frequentare il teatro e si appassiona per il cinema. Nel 1920 entra nel mondo del cinema: viene assunto nella sede londinese della Famous Players-Lasky-Studios, una società cinematografica anglo-americana (la futura Paramount Pictures). Il suo lavoro consiste nel disegnare i titoli e le didascalie dei film muti prodotti dallo Studio, un lavoro che esegue spesso di notte perché non ha lasciato il vecchio impiego alla Henley. Dal 1923 al 1925 Alfred lavora per la Gainsborough Pictures, occupandosi di diverse mansioni secondarie, come il più classico dei tuttofare: sceneggiatore, scenografo, assistente alla regia, addirittura montatore in cinque film. L'ultima esperienza maturata come aiuto scenografo-sceneggiatore per il film The Blackguard , lo porta nella capitale tedesca dove lavora a fianco di Murnau che stava girando L'ultima risata.  Tra le montatrici conosce Alma Reville, sua coetanea, già con una brillante carriera. Hitchcock in qualità di aiuto regista di Woman to Woman le propone di montare le inquadrature. Da quella collaborazione nasce un lungo fidanzamento e un matrimonio, celebrato nel 1926 e durato fino alla morte. Alma e Alfred avranno un'unica figlia, Patricia, Pat, (1928), che collaborerà come attrice in alcuni lavori del padre. Hitchcock girerà dal 1925 al 1929 nove film muti. Nel 1929, Hitchcock dirige Ricatto, il suo primo film sonoro e il primo film sonoro in Europa. Hitchcock vuol trovare una ricetta, che lasci però una parte consistente al talento artistico, al suo stile, e L'uomo che sapeva troppo, girato nel 1934, fu un perfetto successo strategico: la critica e il pubblico. La fama internazionale che gli deriva da queste opere attira l'attenzione dei produttori americani che iniziano a fargli proposte di contratti. Con la figlia Pat e la moglie Alma nell'agosto del 1937 fa un viaggio negli Stati Uniti d'America. A Hollywood lavora per David O. Selznick, il produttore di Via col vento. Hitchcock dirige Rebecca - La prima moglie, che vince l'Oscar per la produzione e per la fotografia  ma non per la regia (Hitchcock non ottenne mai un Oscar come regista di un suo film).I film successivi hanno esiti critici alterni e, per la gran parte, insuccesso commerciale. Gli anni cinquanta sono un decennio d'oro per Hollywood e anche per Hitchcock. Nel 1950 il regista passa alla Warner Bros., con cui gira L'altro uomo che si rivela un grande successo;  Il delitto perfetto che è anche il primo film con Grace Kelly. Nell'attrice trova un'interprete ideale del suo tipo di donna preferito e, sempre con lei, in forma smagliante. Gira il celeberrimo La finestra sul cortile; infine realizza il divertente Caccia al ladro e una storia di humour nero. Nel 1955 inizia a produrre e a girare alcuni episodi della famosa serie Alfred Hitchcock presenta. Dal 1955 al 1962 gira una ventina di telefilm. Non è dunque un caso che dal 1956 diriga una serie ininterrotta di capolavori: L'uomo che sapeva troppo (remake), lI ladro, La donna che visse due volte, Intrigo internazionale, Psycho, Gli uccelli, Marnie. Il sipario strappato (1966) e Topaz (1969) . La soddisfazione per il successo dei film fu oscurata dalla malattia della moglie Alma, colpita da un ictus. Anche il suo stato di salute subì un peggioramento a causa di problemi cardiaci e fu sottoposto ad un intervento chirurgico per l'applicazione di un "pacemaker". Il miglioramento delle condizioni di Alma riportò un po' di ottimismo. Ha ancora progetti. A Capodanno del 1980 riceve dalla Regina Elisabetta II d'Inghilterra il titolo di baronetto.Nel mese di aprile è ricoverato al Cedars Sinai Hospital dove muore, per problemi cardiaci e renali all'età di 80 anni.Dopo i funerali, il suo corpo fu cremato e le ceneri vennero sparse nell'Oceano Pacifico

sabato 30 luglio 2016

Omaggio ad Anna Marchesini


 
Anna Rita Marchesini (Orvieto, 19 novembre 1953Orvieto, 30 luglio 2016)
è stata un'attrice, comica, doppiatrice, scrittrice e imitatrice italiana.Anna Marchesini ,frequentò la scuola elementare saltando la seconda classe e passando direttamente alla terza, riducendo così i suoi anni di studio. Dopo le scuole medie, frequentò il Liceo Classico di Orvieto e a soli 18 anni si iscrisse al corso universitario di Psicologia dell'Università di Roma, conseguendo la laurea a 22 anni nel 1975. Nel 1976 entrò all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico e si diplomò nel 1979 come attrice di prosa. Ancora allieva all'accademia, nell'estate del 1976 esordì nello spettacolo Il borghese gentiluomo di Molière. Ogni estate (dal 1979 al 1981), eseguì una pièce estiva, alcune rappresentazioni realizzate furono Le donne al parlamento e Gli uccelli di Aristofane. Nel 1979, dopo il diploma, entrò in compagnia teatrale al Piccolo di Milano e recitò in Platonov di Anton Čechov. Nel 1980, prese parte a Il Trilussa Bazar , nel 1981 al Barbiere di Siviglia e nel 1982,  al Fantasma dell'Opera. Sempre nel 1982 lavorò per la prima volta con Tullio Solenghi, in un programma svizzero per italiani. Già da tempo l'attrice si era impegnata in un'intensa attività nel campo del doppiaggio, campo che nel corso della sua carriera ritroverà in varie occasioni. È stata doppiatrice di Judy Garland nella seconda edizione restaurata de Il mago di Oz (1980) nonché di numerosi ruoli in cartoni animati. Nell'ambiente del doppiaggio nel 1982 incontrò Massimo Lopez, entrambi alle voci dei protagonisti della serie animata Supercar Gattiger. Nel 1982 Il Trio Marchesini-Lopez-Solenghi esordì su RadioDue col programma radiofonico Helzapoppin. I tre furono scritturati dalla RAI di Genova per un programma radiofonico del sabato mattina di 13 puntate che però, per il buon successo, divennero 52. Nel 1985, il Trio fu scelto per 8 puntate televisive del varietà Tastomatto, affiancando Pippo Franco alla conduzione. Qui nacquero molti degli sketch che li resero famosi, in primis le parodistiche interpretazioni telegiornalistiche e pubblicitarie. Nel 1985 Anna Marchesini prende parte al film A me mi piace. Con le 40 puntate di Domenica in nel 1985/1986, il Trio fu premiato come Rivelazione dell'Anno. Nel 1986 i tre prendono parte a Fantastico 7. Grazie al programma diventano conosciuti a livello mondiale per uno sketch considerato offensivo nei confronti della madre di Ruhollah Khomeyni.Malgrado l'imbarazzo internazionale dovuto allo sketch, questo varrà loro un articolo sulla rivista statunitense Variety e alcuni spettacoli oltreoceano, al Lincoln Center di New York e a Buenos Aires. Il grande impatto sul pubblico e il loro talento comico li lancia sul palco dell'Ariston per ben tre volte (Sanremo 1986, Sanremo 1987 e Sanremo 1989). Contemporaneamente si ha il ritorno del Trio a teatro, pur non tralasciando gli impegni col pubblico televisivo. Sono quindi, rispettivamente, del 1987 e del 1991 gli spettacoli Allacciare le cinture di sicurezza e In principio era il trio. Entrambi i lavori ottennero un buon successo, furono portati in tournée per molti anni e furono ripresi in televisione più volte. Allacciare le cinture di sicurezza fu anche premiato con un Biglietto d'Oro. La loro fama e comicità raggiunge il culmine nel 1990 con I promessi sposi, trasmesso su Rai 1 in cinque puntate, ascolto medio di 13 milioni di spettatori con picchi di 17 milioni. Il 19 settembre 1991 Anna Marchesini sposa l'attore tarantino Paki Valente con rito civile a Parigi. I due avranno una figlia nel 1992, Virginia, e divorzieranno nel 1999. Lo scioglimento del Trio avvenne nel 1994, quantomeno nelle sue produzioni, dato che nulla lasciò intendere la fine del gruppo comico (cosa confermata dal loro ritorno sugli schermi per la commemorazione dei 25 anni di attività, avvenuto nel 2008 con la trasmissione Non esiste più la mezza stagione). Sembra che il motivo sia stato il desiderio di Massimo Lopez di sperimentare una carriera da solo. Ne seguì una collaborazione Solenghi-Marchesini nel 1994: La rossa del Roxy Bar ma, contemporaneamente, la pubblicazione del libro Uno e Trino di Tullio Solenghi confermò la fine di un boom di comicità durato più di dieci anni. Nel 1995 Rai Uno commissiona all'attrice la registrazione di uno spettacolo comico solista, un monologo coi principali personaggi dell'artista. Nel 1996/97 si ha l'ultima collaborazione Marchesini-Solenghi al Teatro Eliseo di Roma con lo spettacolo Due di Noi, una pièce di due atti unici che contiene una breve commedia comica, I Cinesi. Nel 1998 ritorna con le sue caricature e parodie di personaggi noti al pubblico, in trasmissioni quali Quelli che il calcio e La posta del cuore. Lo strepitoso "rinato" successo la dirige nuovamente a Sanremo, questa volta solista, al fianco di Fabio Fazio, interpretando molti personaggi, da Rita Levi-Montalcini a Gina Lollobrigida. Segue quindi il primo spettacolo teatrale da solista, Parlano da sole del 1998. Nel 2000 si ha la pubblicazione del libro Che siccome che sono cecata (motto caratteristico di uno dei suoi personaggi più conosciuti, la signorina Carlo) . L'attrice torna varie volte al doppiaggio; da citare il ruolo di Yzma ne Le follie dell'Imperatore della Disney (2000). Il 2001 è l'anno dello spettacolo teatrale La cerimonia del massaggio  monologo di ben 10 personaggi. Lo spettacolo sarà in tournée per due anni. Segue la sua ultima comparsa al festival di Sanremo (2002), al fianco di Pippo Baudo nel ruolo della sessuologa Merope Generosa, famosa insegnante di educazione sessuale. Nel 2005, da Le due zittelle i, rielabora un monologo comico di ben 15 personaggi differenti. Nella seconda parte del 2006, in pieno periodo di repliche dell'ultimo spettacolo Le due zittelle, tutte le date rimaste  vengono improvvisamente annullate in tutta Italia a causa di un attacco di artrite reumatoide, che le causerà una lunga assenza dalle scene prima del recupero. Nel 2008 si ha il ritorno in televisione, dopo una lunga assenza per la sua malattia, nella celebrazione dei 25 anni di attività de Il Trio, alla conduzione, insieme con Solenghi e Lopez, dello spettacolo Non esiste più la mezza stagione. Lo spettacolo, in onda su RaiUno, è in tre puntate (sabato 8-15-22 marzo) e ripercorre la carriera dei tre artisti comici.  Dal 2007 insegna all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. L'attrice, dopo aver a lungo combattuto contro l'artrite reumatoide, si è spenta il 30 luglio 2016, all'età di 62 anni. A darne l'annuncio è stato il fratello Gianni con un post su Facebook.


mercoledì 27 luglio 2016

Omaggio ad Adolfo Celi


Nato da famiglia nobile, era figlio di Giuseppe Celi, prefetto e Senatore del Regno e di Giulia Mondello. Adolfo cresce tra la Sicilia e il Nord Italia; tra le sue residenze c'è anche Padova. Grazie a una cinepresa amatoriale regalatagli dal padre comincia a impratichirsi con la ripresa. Nel 1942 si iscrive all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica a Roma. Qui conosce, tra i tanti, Vittorio Gassman,  e Vittorio Caprioli, che gli trasmettono la passione per il teatro e per il cinema. Nel 1946 viene scritturato per il film Un americano in vacanza, cui seguono due anni dopo Proibito rubare e Natale al campo 119; nello stesso anno Aldo Fabrizi gli avanza una proposta che gli cambia la vita: la partecipazione al film Emigrantes, girato in Argentina. Successivamente spostatosi in Brasile, si appassiona a questa terra, tanto che decide di rimanerci per i successivi quindici anni, fondando con l'allora moglie Tonia Carrero e Paulo Autran il Teatro Brasileiro de Comédia di San Paolo e la compagnia di prosa Carrero-Celi-Autran; agli inizi degli anni Cinquanta la produzione cinematografica Vera Cruz affida inoltre a Celi la regia dei film Caiçara (1950) e Tico-Tico no Fubá (1952). Celi è considerato a tutt'oggi uno dei più importanti registi del Brasile: a lui si deve infatti la definizione di nuovi canoni di sperimentazione teatrale e cinematografica. In Brasile Celi inizia anche una carriera di caratterista cinematografico, recitando nei film L'uomo di Rio (1963) e Agente 007 - Thunderball: Operazione tuono (1965), che gli conferiscono una notorietà internazionale e ne favoriscono il ritorno in Italia. Rientrato nei primi anni sessanta, trova un cinema molto diverso da quello che aveva lasciato e in pieno sviluppo. Si specializzerà nelle parti del "cattivo", sia nei film western o d'azione sia, con una certa autoironia, nelle commedie, dove interpreta frequentemente personaggi malvagi o potenti. A 45 anni è tra i pochi attori italiani che sappiano recitare anche in inglese, e grazie alla bravura e alla preparazione professionale viene ingaggiato come protagonista o comprimario in numerosi film internazionali, tra cui: Il tormento e l'estasi  (1965); Il colonnello Von Ryan (1965); Grand Prix (1967); Masquerade(1967); Il fantasma della libertà (1974). Nel 1969 esce l'unico film italiano da lui diretto, realizzato con i suoi compagni d'accademia Vittorio Gassman e Luciano Lucignani: l'autobiografico L'alibi. In Italia il culmine del successo arriva quando entra a far parte del cast della fortunata trilogia di Amici miei (1975, 1982, 1985) nei panni del professor Sassaroli, un primario brillante ma annoiato dal lavoro che si unisce alle allegre "zingarate" di un gruppo di amici fiorentini. Nel 1972 interpreta il medico nazista nello sceneggiato Rai Il sospetto, oltre a vestire i panni del poliziotto italo-americano Joe Petrosino, tre anni dopo interpreta Don Mariano D'Agrò nello sceneggiato L'amaro caso della baronessa di Carini. Il suo volto viene fissato nella memoria del pubblico italiano però con la partecipazione alla miniserie televisiva Sandokan (1976),in cui interpreta l'acerrimo nemico della "Tigre di Mompracem". Nel 1981 prende parte al kolossal storico televisivo inglese I Borgia, in cui interpreta la parte di Rodrigo Borgia. Tornato al teatro negli anni ottanta, Adolfo Celi viene ricoverato la sera della rappresentazione teatrale dei Misteri di Pietroburgo (Vittorio Gassman prende il suo posto sul palcoscenico). Il 19 febbraio 1986 muore per un arresto cardiocircolatorio. È sepolto al Cimitero monumentale di Messina. Adolfo Celi è stato sposato tre volte, con Tonia Carrero dal 1951 al 1963, Marília Branco dal 1964 al 1965 e con Veronica Lazar dal 1966 fino al 1986. Con Veronica Lazar ha avuto due figli: Alessandra, attrice teatrale, televisiva e cinematografica e Leonardo, autore del documentario Adolfo Celi, un uomo per due culture, realizzato nel 2006 per ricordare il padre sempre a vent'anni dalla scomparsa e presentato nel 2008 alla Festa del Cinema di Roma nell'ambito della rassegna organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo Adolfo Celi e i ragazzi tornati dal Brasile. Leonardo Celi è sposato con la brasiliana Daniela Carreras ed è Amministratore della società Celi Films con sede a Roma.

venerdì 22 luglio 2016

OMAGGIO a Ferruccio Amendola

È noto soprattutto per aver prestato la voce a Robert De Niro, Sylvester Stallone, Dustin Hoffman, Tomás Milián e Al Pacino in alcune significative interpretazioni. Ha lavorato per il cinema e la televisione.
Nativo di Torino, si trasferì con la famiglia a Roma, ed esordì al cinema come attore ancora tredicenne nel Gian Burrasca di Sergio Tofano (1943) e iniziò presto a lavorare anche come doppiatore: il suo primo doppiaggio fu quello del piccolo Vito Annichiarico nel film manifesto del neorealismo Roma città aperta del 1945. Dal 1968 si dedicò prevalentemente al doppiaggio, anche se comunque portò avanti anche una discreta carriera come attore cinematografico e televisivo. Diventò noto al grande pubblico anche per una serie di spot televisivi negli anni ottanta; e per alcuni sceneggiati televisivi di grande successo di cui fu protagonista, tra i quali Storia d'amore e d'amicizia col figlio Claudio, Quei trentasei gradini e Little Roma interpretati accanto a Maria Fiore, e Pronto Soccorso, telefilm composto da due stagioni. Fu scelto come voce ufficiale di Tomás Milián da Milián stesso per le interpretazioni di Nico Giraldi ed er Monnezza ed in altri suoi poliziotteschi. Doppiò anche l'attore Bill Cosby nella celebre sit-com I Robinson. Prestò la voce a Bill Cosby anche nella sitcom Cosby, che terminò di doppiare poche settimane prima di spegnersi. Si sposò con l'attrice e doppiatrice Rita Savagnone, da cui poi divorziò e dalla quale ebbe due figli: uno è Claudio, noto attore, conduttore televisivo e regista, che gli ha dato tre nipoti fra cui Alessia, attrice e doppiatrice. Morì all'età di 71 anni a causa di un tumore alla gola che lo affliggeva da tempo. Amendola è sepolto nel Cimitero del Verano di Roma

lunedì 4 luglio 2016

Lewis Carroll


 
pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson
(Daresbury, 27 gennaio 1832Guildford, 14 gennaio 1898),
è stato uno scrittore, matematico, fotografo e logico britannico. È celebre soprattutto per i due romanzi Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, opere che sono state apprezzate da una straordinaria varietà di lettori, dai bambini a grandi scienziati e pensatori.
In molti paesi del mondo esistono club e società di estimatori di Carroll. A Lewis Carroll è dedicato un importante premio per la letteratura per ragazzi, il Lewis Carroll Shelf Award.
Charles Dodgson proveniva da una famiglia di ascendenza irlandese. Anglicana e conservatrice, la maggior parte dei Dodgson apparteneva a una delle due professioni tipiche della borghesia medio-alta dell'epoca: l'esercito e la chiesa.Terzo di undici fratelli. Quando Charles aveva 11 anni, la famiglia si trasferì nello Yorkshire del nord, dove rimase per 25 anni. Il padre di Charles fece una moderata carriera nella Chiesa; pubblicò alcuni sermoni, tradusse Tertulliano, divenne un arcidiacono della Cattedrale di Ripon. Nei primi anni della sua vita, Charles studiò a casa, con un precettore. Il registro delle sue letture, conservato dalla famiglia, testimonia quanto il bambino fosse precoce; all'età di soli sette anni lesse il romanzo allegorico religioso Il pellegrinaggio del cristiano (The Pilgrim's Progress, 1678) di John Bunyan. Si è talvolta sostenuto che fosse mancino e che sia stato costretto a contrastare questa tendenza, subendone un trauma. Soffriva di balbuzie, problema che a più riprese ebbe effetti negativi sulla sua vita sociale. A dodici anni Charles fu mandato a studiare presso una scuola privata a Richmond, dove pare si sia trovato a suo agio. Poi passò alla Rugby School nel 1845:  lasciandola nel 1850, iscrivendosi alla vecchia scuola di suo padre, la Christ Church di Oxford. Vi era entrato da appena due giorni quando ricevette la notizia che sua madre era morta di "infiammazione del cervello" (forse meningite o un ictus). Era eccezionalmente dotato, e ricevette numerosi riconoscimenti formali per i suoi notevoli risultati. La sua carriera accademica, però, rimase sempre in un curioso equilibrio fra brillanti risultati e annoiata pigrizia. Gli fu conferita una cattedra in matematica, che tenne per quasi tutta la vita; ma è noto che trovasse l'insegnamento privo di stimoli, e che nelle sue lezioni regnasse l'apatia. A Oxford gli fu anche diagnosticata una forma di epilessia, problema che all'epoca era un notevole fardello sul piano sociale. Fra il 1854 e il 1856 Dodgson iniziò a pubblicare poesie e racconti su riviste a tiratura nazionale e su giornali locali. In genere, si trattava di lavori comici, talvolta satirici. La sua ambizione andava molto al di là di questi risultati. Diversi anni prima di Alice iniziò a pensare come realizzare libri per bambini che potessero vendere bene; fra i suoi progetti comparivano libri di Natale e manuali pratici per la costruzione di marionette. Nel 1856 pubblicò con lo pseudonimo "Lewis Carroll" una poesia romantica non particolarmente originale dal titolo Solitude. Nello stesso anno giunse alla Christ Church un nuovo rettore, Henry Liddell. Dodgson divenne ottimo amico di famiglia di Liddell e in particolare della signora e dei figli. Con le tre figlie Ina, Alice e Edith era solito fare giri in barca e pic-nic. Fu durante una di queste gite, nel 1862, che Dodgson inventò le linee generali di una storia fantastica per divertire le tre bambine. Alice Liddell lo pregò di metterla per iscritto. Ne nacque un manoscritto intitolato Alice's Adventures Under Ground ("Le avventure di Alice sotto la terra"), che si trova oggi nella British Library . In seguito Dodgson si decise a sottoporre il libro all'editore MacMillan, che lo apprezzò molto. Nel 1865 vide finalmente la luce Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice in Wonderland), firmato da "Lewis Carroll" (lo pseudonimo usato nove anni prima per Solitude), con illustrazioni di John Tenniel. Il libro ebbe un successo immediato e travolgente, e "Lewis Carroll" divenne presto un amatissimo e famosissimo personaggio pubblico.  Dodgson continuò a insegnare (fino al 1881) e rimase alla Christ Church fino alla morte, conducendo la sua solita vita; ma Carroll continuò a scrivere. Nel 1872 pubblicò Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (Through the Looking-Glass and what Alice Found There); nel 1876 La caccia allo Snark (The Hunting of the Snark), un breve poema epico nonsense dedicato a un'altra bambina, Gertrude Chataway; nel 1889 e nel 1893 i due volumi del suo ultimo romanzo, Sylvie e Bruno (Sylvie and Bruno). Produzione meno nota è, certamente, quella che riguarda la sua passione per la logica e per la matematica. Con il suo vero nome fece pubblicare una serie di trattati di logica di cui si ricordano, tra gli altri, Euclide e i suoi rivali moderni (1879), Il gioco della logica (1887), Che cosa disse la tartaruga ad Achille (1894) e La logica simbolica, pubblicato nel 1894. L'intelligenza fuori dal comune di Dodgson è dimostrata anche da alcune sue invenzioni. Nel 1891 creò un sistema di scrittura detto nyctografia che consentiva di scrivere al buio, usando un codice di segni su una griglia rettangolare dotata di buchi quadrati. Inventò anche un gioco di carta e matita, il word ladder (la "scala delle parole"). Sebbene pochissimi conoscano l'inventore e l'origine di questo gioco, esso è piuttosto diffuso in tutto il mondo. Carroll morì di bronchite  a Guildford, nel Surrey ed è stato tumulato nel cimitero della stessa cittadina.

giovedì 30 giugno 2016

Zeno Colò un grande dello sci Italiano


Fu uno degli sciatori italiani più forti di tutti i tempi,
primatista mondiale del chilometro lanciato
e campione mondiale e olimpico negli anni 1950.
A causa della Seconda guerra mondiale Colò visse una breve carriera agonistica internazionale: dopo aver iniziato a gareggiare a quattordici anni ed essere entrato nella nazionale a quindici, fu coinvolto nel conflitto mondiale, subendo anche la prigionia; riprese a gareggiare nel 1947, a 27 anni. Quell'anno sul Piccolo Cervino a Breuil-Cervinia stabilì il nuovo record del mondo sul chilometro lanciato con circa 160 km orari, battendo il precedente primato di 136 km/h di Leo Gasperl. Il record di Colò sarebbe stato duraturo, rimanendo imbattuto per diciassette anni. Con la sua "posizione a uovo alto" fu il precursore della posizione a uovo, ma, a differenza dei suoi successori, Colò usava sci di legno e non indossava il casco. L'anno dopo partecipò alle Olimpiadi di Sankt Moritz 1948, classificandosi 14° nello slalom speciale e senza piazzamento in discesa libera a causa una caduta, vinse la discesa del Lauberhorn; nel 1949 vinse la discesa e la combinata dell'Arlberg-Kandahar e lo slalom del Lauberhorn, risultato quest'ultimo bissato nel 1950. Sempre nel 1950 fu il protagonista dei Mondiali di Aspen, negli Stati Uniti: fu primo nella discesa libera e nello slalom gigante, e sfiorò l'en-plein nello slalom speciale, finendo secondo a tre decimi dallo svizzero Georges Schneider. Entrambe le sue vittorie possono essere considerate storiche: Colò fu il primo, e finora unico, italiano a vincere la discesa libera ai Mondiali, e anche il primo campione mondiale della storia nello slalom gigante, disciplina che venne introdotta proprio in quell'edizione. Dopo i Mondiali Colò, ormai soprannominato "Star of Aspen" ("stella di Aspen"), prolungò la sua trasferta in Nord America vincendo i Campionati nordamericani. Due anni dopo partecipò per la seconda volta ai Giochi olimpici. A Oslo 1952 non riuscì a difendere il titolo mondiale nello slalom gigante, dove fu quarto. Il giorno dopo si confermò invece nella discesa libera: il 16 febbraio fu il più veloce degli ottantuno concorrenti sui 2600 m della pista di Norefjell. La stampa italiana lo ribattezzò "Il Falco di Oslo". Fu la prima medaglia d'oro per l'Italia nello sci alpino ai Giochi olimpici invernali, tuttora l'unica di uno sciatore italiano nella discesa libera. Qualche giorno dopo concluse le sue prove olimpiche con lo slalom speciale, dove fu quarto. Dopo le Olimpiadi di Oslo Zeno Colò legò il suo nome a un modello di scarponi da sci e a una giacca da sci. In base ai regolamenti dell'epoca venne quindi ritenuto professionista: nel 1954 fu squalificato dalla Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) e non poté partecipare alle gare successive. La squalifica suscitò proteste da parte dello sciatore dell'Abetone, che tentò invano di essere riabilitato. Fu la fine della sua carriera agonistica internazionale: ai Mondiali del 1954 a Åre fu presente solo come apripista nella discesa libera, fu comunque cronometrata la sua prestazione risultando la seconda assoluta, e alle Olimpiadi di Cortina d'Ampezzo 1956 come semplice tedoforo. Ai Campionati italiani conquistò ventotto medaglie: nove in discesa libera, quattro in slalom gigante, dieci in slalom speciale e cinque in combinata. Lasciate le gare, diventò maestro di sci presso l'Abetone. Si impegnò per la promozione e lo sviluppo della stazione sciistica pistoiese. Fu tra i promotori della Società Funivie Abetone e della costruzione della prima ovovia. Nel 1973 disegnò tre piste da sci che scendono da Monte Gomito, che da lui prendono il nome di Zeno 1 , Zeno 2 e Zeno 3. Nel 1989 la FISI revocò la squalifica inflittagli nel 1954. Nel 1991 ricevette il premio "Una vita per lo sci" dello Sci Club Abetone e una medaglia d'oro FISI. Morì nel 1993, ormai gravemente malato a causa di un tumore ai polmoni.

martedì 28 giugno 2016

OMAGGIO al Grande MENNEA che ha dato Lustro all'ITALIA


Pietro Paolo Mennea
(Barletta, 28 giugno 1952 – Roma, 21 marzo 2013)
è stato un atleta, politico e saggista italiano.
Campione olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980, è stato primatista mondiale della specialità dal 1979 al 1996 con il tempo di 19"72 che, tuttora, costituisce il record europeo.  Si laureò a Bari una prima volta in scienze politiche. Conseguì poi anche le lauree in giurisprudenza, scienze motorie e sportive e lettere. Era sposato con Manuela Olivieri, avvocato, ma non ebbe figli.  Si laureò a Bari una prima volta in scienze politiche. Conseguì poi anche le lauree in giurisprudenza, scienze motorie e sportive e lettere. Era sposato con Manuela Olivieri, avvocato, ma non ebbe figli. Mennea è stato docente a contratto di Legislazione europea delle attività motorie e sportive presso la Facoltà di Scienze dell'Educazione Motoria dell'Università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara. Nel 2006 ha dato vita, insieme con la moglie, alla "Fondazione Pietro Mennea", onlus di carattere filantropico che, attraverso progetti specifici, effettua donazioni e assistenza sociale ad enti caritatevoli o di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive. Lo scopo secondario è di carattere culturale e consiste nel diffondere lo sport e i suoi valori, nonché promuovere la lotta al doping. Oltre alla carriera sportiva, ha operato come insegnante di educazione fisica, curatore fallimentare, eurodeputato (a Bruxelles dal 1999 al 2004) e commercialista. È stato, per alcuni mesi, anche direttore generale della squadra di calcio della Salernitana nell'annata 1998-1999. Muore , all'età di 60 anni, in una clinica di Roma, a causa di un tumore. È sepolto nel Cimitero Flaminio a Roma.

lunedì 27 giugno 2016

OMAGGIO a Jack Lemmon


 
Jack Lemmon, nato John Uhler Lemmon III
(Newton, 8 febbraio 1925Los Angeles, 27 giugno 2001),
è stato un attore statunitense.
Ha vinto i maggiori premi di interpretazione nei principali festival europei: la Coppa Volpi al Festival di Venezia con Americani (1992), l'Orso d'argento per il miglior attore al Festival di Berlino per Tribute - Serata d'onore (1981) e il Prix d'interprétation al Festival di Cannes per Sindrome cinese (1979) e Missing - Scomparso (1982). È uno dei pochissimi attori (gli altri sono Marcello Mastroianni e Dean Stockwell) ad aver ottenuto in due diverse occasioni il Prix d'interprétation masculine al Festival di Cannes.Era figlio unico di John Uhler Lemmon Jr. e di Mildred Burgess Larue Noel;di origini irlandesi. Il padre era un uomo d'affari di successo della zona di Boston. Jack studiò all'Università di Harvard. Dopo un periodo, tra gli anni quaranta e i cinquanta, trascorso in televisione, ottenne il primo importante ruolo in Mister Roberts, del 1955, con il quale vinse il suo primo Oscar, come migliore attore non protagonista; il secondo lo otterrà 18 anni dopo, questa volta come attore protagonista, per Salvate la tigre. Lemmon fu l'interprete preferito del regista Billy Wilder  con il quale girò ben sette film: A qualcuno piace caldo (1959), L'appartamento (1960), Irma la dolce (1963), Non per soldi... ma per denaro (1966), Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? (1972), Prima pagina (1974) e Buddy Buddy (1981). Assieme a Walter Matthau formò per anni un proficuo sodalizio artistico, iniziato con Non per soldi... ma per denaro (1966) e proseguito con diverse pellicole, delle quali forse la più rappresentativa ed emblematica è La strana coppia (1968), che avrà trent'anni dopo un seguito in La strana coppia 2 (1998), rimasto il loro ultimo film: in mezzo titoli di successo quali Prima pagina (1974) e Buddy Buddy (1981), Gli impenitenti (1997) Due irresistibili brontoloni (1993) That's Amore - Due improbabili seduttori (1995). Inoltre i due apparvero, sebbene in scene diverse, nei film drammatici JFK - Un caso ancora aperto (1991) e Storie d'amore (1995), e nella sua unica regia Lemmon diresse proprio Matthau (Vedovo aitante, bisognoso affetto offresi anche babysitter, 1971). Il figlio Chris recitò con lui in Airport '77 (1977), Così è la vita (1986) e Dad - Papà (1989). Nel giugno 2001 Lemmon scomparve a causa di un cancro alla vescica: aveva 76 anni e fu sepolto al Westwood Village Memorial Park Cemetery di Westwood (Los Angeles), accanto al suo fraterno amico Walter Matthau.

domenica 26 giugno 2016

OMAGGIO ad Aldo Giuffré


(Napoli, 10 aprile 1924 – Roma, 26 giugno 2010)
è stato un attore e drammaturgo italiano; anche doppiatore, regista e scrittore. Ha scritto infatti quattro romanzi. Noto al grande pubblico anche per il suo sodalizio artistico con il fratello Carlo Giuffré. Arrivò direttamente dal teatro, dove visse una lunga gavetta che gli consentì di sperimentarsi in diversi stili espressivi, sviluppando una grande versatilità che lo fece oscillare con estrema facilità dal comico al drammatico. Il debutto teatrale fu del 1947 con Napoli milionaria la compagnia di Eduardo De Filippo, che fu per lui il suo primo grande maestro. Nel giugno del 1979 un'operazione alla corda vocale sinistra lo privò della sua pastosa voce, ma non gli impedì di continuare nella recitazione. È stato sposato con l'attrice Liana Trouché, morta in circostanze drammatiche in un incidente stradale accaduto mentre si trovava in auto assieme al collega attore Gino Bramieri, che era alla guida (i due stavano portando avanti le repliche teatrali dello spettacolo Felici e contenti). Giuffré è morto all'età di 86 anni all'Ospedale San Filippo Neri di Roma, e riposa al cimitero di Prima Porta.

venerdì 24 giugno 2016

OMAGGIO a Tata Giacobetti

 
Tata (ovvero Giovanni) Giacobetti
(Roma, 24 giugno 1922 – Roma, 2 dicembre 1988)
è stato un cantante, contrabbassista, paroliere ed attore italiano.
Fu uno dei componenti del Quartetto Cetra.Giacobetti imparò la musica da autodidatta, suonando il contrabbasso. Mentre studiava all'Accademia di Belle Arti di Roma, si esibiva anche come cantante nelle serate goliardiche. Nel 1940 fondò il quartetto vocale Quartetto Egie, che, in seguito a cambi di formazione, divenne prima Quartetto Ritmo e poi Quartetto Cetra. Come componente del Quartetto Cetra, la carriera artistica di Giacobetti durò oltre quarant'anni, durante i quali fu protagonista come cantante e attore alla radio, in teatro, in televisione, al cinema e nella pubblicità. Del Quartetto Cetra Giacobetti fu, oltre che componente, paroliere ed autore dei testi musicati con Virgilio Savona, altro componente del gruppo. Dalla collaborazione quarantennale tra Giacobetti e Savona nacquero centinaia di canzoni del vasto repertorio del Quartetto Cetra. Come autore di testi Giacobetti collaborò anche con Gorni Kramer , Giovanni D'Anzi, Armando Trovajoli. Nel 1964 aveva sposato l'attrice cinematografica Valeria Fabrizi, che debuttò in televisione al suo fianco in un western musicale ideato dallo stesso Giacobetti: Non cantare, spara (1968). Giacobetti morì nel 1988; nello stesso anno si chiuse l'attività quarantennale del Quartetto Cetra.