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domenica 24 luglio 2016

Canti Sardi


La Sardegna


 
La Sardegna ha una superficie complessiva di 24.100 km² ed è per estensione la seconda isola del Mediterraneo, dopo la Sicilia, e la terza regione italiana, sempre dopo la Sicilia e il Piemonte.  Gli abitanti sono 1,66 milioni per una densità demografica di 69 abitanti per km². Dista 188 km (Capo Ferro - Monte Argentario) dalle coste della penisola italiana, dalla quale è separata dal mar Tirreno, mentre il Canale di Sardegna la divide dalle coste tunisine del continente africano che si trovano 178 km più a sud (Capo Spartivento - Cap Serrat). A nord, per 11 km, le Bocche di Bonifacio la separano dalla Corsica e il Mar di Sardegna, a ovest, dalla penisola iberica e dalle isole Baleari. Si situa tra il 41º ed il 39º parallelo, mentre il 40º la divide quasi a metà. Più dell'80% del territorio è montuoso o collinare. Le montagne sono il 14% del territorio per un'estensione complessiva di 3.287 km² e sono formate da rocce molto antiche, livellate dal lento e continuo processo di erosione. Culminano nel centro dell'isola i monti di Punta La Marmora, a 1.834 m, Bruncu Spina (1829 m), Punta Paulinu (1792 m), Punta Erba Irdes (1676 m) e Monte Spada (1595 m), situati nel Massiccio del Gennargentu. .Situata in posizione centrale nel mar Mediterraneo e ricca di materie prime, la Sardegna è stata sin dagli albori della civiltà un attracco frequentato da quanti navigavano da una sponda all'altra in cerca di terre e sbocchi commerciali. Fu così che nella sua storia millenaria ha saputo trarre vantaggio sia dalla propria insularità - che ha permesso lo svilupparsi della civiltà nuragica, sia dalla propria posizione strategica, in quanto luogo imprescindibile nella rete degli antichi percorsi. Nel suo patrimonio storico e culturale sono abbondanti le testimonianze delle culture indigene ma anche gli influssi e le presenze delle maggiori potenze coloniali antiche. Di seguito sono evidenziati tre periodi - fra i tanti della storia della Sardegna - che maggiormente hanno segnato l'Isola:
Il loro simbolo più conosciuto, il nuraghe, è stato classificato dall'Unesco come patrimonio mondiale dell'umanità, individuando in Su Nuraxi presso Barumini l'esempio più significativo. Le prime testimonianze scritte in Sardegna risalgono al periodo fenicio-punico con documenti come la Stele di Nora, mentre la successiva provincia romana della Sardegna e Corsica avrà ovviamente come lingua ufficiale il latino. Questo sarà soppiantato nell'uso ufficiale solo dal greco bizantino durante l'Esarcato d'Italia, ma ritornò in auge nella variante medievale come lingua colta, affiancando il sardo usato per vari documenti ufficiali come condaghe e Carta de Logu. L'istituzione del Regno di Sardegna porterà all'utilizzo prima del catalano e poi dello spagnolo, che resterà lingua ufficiale fino a metà settecento, sostituito dalle riforme di Giovanni Battista Lorenzo Bogino con l'italiano tuttora in uso. L'artigianato tradizionale sardo è un insieme di arti popolari estremamente vario, sviluppato in campi molto diversi, ricco di gusto e originalità. Alcune di queste forme artistiche sono di origine antica ed hanno subito l'influenza delle diverse culture che hanno segnato la storia dell'isola. Grazie al clima mite, ai paesaggi incontaminati, alla purezza delle acque marine, la Sardegna attira ogni anno un gran numero di vacanzieri (nel 2007 le presenze turistiche per la prima volta hanno superato i 10 milioni di visitatori. Nel corso della storia la Sardegna ha dato i natali a personalità versate in ogni genere di arte e disciplina. Durante il Novecento ha espresso figure di rilevanza internazionale come Antonio Gramsci ed Enrico Berlinguer, la scrittrice premio Nobel Grazia Deledda e diversi Presidenti della Repubblica, fra cui Antonio Segni e Francesco Cossiga, oltre a Giuseppe Saragat, nato a Torino da genitori sardi e molti altri ancora.
 

Origini del nome Sardegna

 
Il nome, di antiche origini, deriva infatti, dal latino Sardinia, con cui i Romani chiamavano la Sardegna e nome della provincia romana di Sardegna, costituita nel 227 a.C, ma precedente a questo periodo. La Sardegna era chiamata dai Greci Sardò, prendendo questo nome da Sardo, figlio di Eracle che secondo la leggenda sarebbe giunto nell'isola a capo di alcuni colonizzatori libici. La Sardegna era chiamata dai greci anche Ichnussa, dal greco ichnos (orma di piede umano), per la sua caratteristica forma (da cui anche Sandaliotis, da sandalion, sandalo). La radice "sard" , che identifica l'ethnos dei Sardi, appartiene al substrato linguistico mediterraneo preindeuropeo. Si ritiene che i Sardi della protostoria indicassero la loro terra e se stessi con nomi che derivano da questa base. Il più antico e sicuro documento scritto dell'etimo (Srdn) è contenuto nella fenicia "stele di Nora" che risale alla fine del IX sec. a.C.. Un altro importante documento è databile nel VI secolo a.C.: si tratta di un trattato di amicizia stipulato dagli abitanti della potente città magno-greca di Sibari e dal popolo dei Serdàioi, i Sardi secondo alcune accreditate ipotesi, il cui testo fu inciso su una tavola di bronzo che fu deposta nel famoso santuario panellenico di Zeus ad Olimpia. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che i Sardi siano da riconoscere anche nei "Serdan", uno dei "Popoli del Mare" menzionati nei documenti egiziani tra il XVI e il XIII secolo a.C. Tutto questo lascerebbe immaginare una civiltà nuragica molto avanzata ed intraprendente nel bacino del Mediterraneo, aspetti che però non sembrano avere ancora avuto un adeguato riscontro. 
 

venerdì 8 luglio 2016

L'Italia


Dio che creandola sorrise sovr'essa, le assegnò per confine le due più sublimi cose che ponesse in Europa, simboli dell'eterna forza e dell'eterno moto, l'Alpi e il mare. Dalla cerchia immensa dell'Alpi, simile alla colonna di vertebre che costituisce l'unità della forma umana, scende una catena mirabile di continue giogaie che si stende sin dove il mare la bagna e più oltre nella divelta Sicilia. E il mare la recinge quasi d'abbraccio amoroso ovunque l'Alpi non la recingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono "Mare Nostro". E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d'anime parlan d'Italia.»
Giuseppe Mazzini