Visualizzazione post con etichetta Renzo Pezzani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Renzo Pezzani. Mostra tutti i post

venerdì 10 giugno 2016

A Scuola





 
 
 
 
Tu non sai che gli uccellini
hanno il cuor come i bambini:
come i bimbi vanno a scuola
sopra i pini,
sopra i peri.
Se non sanno la lezione
(che sarebbe una canzone
sempre nuova)
prendon certi brutti zeri
tondi tondi come l'ova.
E nell'ora della sera,
quando suonan le campane;
sopra i borghi, sulle piazze,
con un dolce pigolio
dicon tutti una preghiera
che va su, nel cielo, a Dio:
buona, docile, leggera.
 
R.Pezzani

martedì 26 aprile 2016

Canto d' Aprile

C'è fra i rovi,ieri non c'era,
l'erba che trema come un verde foco;

l'ha perduta nel gioco
la giovane Primavera.
la pecorella vestita di lana
ora strappa le tenere foglie,
e per ogni ciuffo che coglie
batte un tocco di campana.
A quel suono fiorisce il pesco,
si schiudono le finestrelle,
e le rondini col cuore fresco
giungono dalle stelle.
L'acqua chioccia nella peschiera
rotonda come una secchia,
e l'allodola dentro vi specchia
il suo canto di primavera.

Renzo Pezzani

mercoledì 20 aprile 2016

ITALIA




Italia mia
Italia mia, non piangere,
Quel volto benedetto
l´asciugherò di baci,
non col mio fazzoletto.
*
Non sospirare, Italia.
Abbi fiducia in Dio.
Ti son fedeli i figli
E son tuo figlio anch´io.
*
Sorridi, Italia mia.
In fronte hai una stella
che non si spegne mai.
Noi ti farem più bella.
*
Lava le tue ferite
e poi ci benedici.
Mi sembri ancor più santa
con tante cicatrici.
*
Credo sia di Renzo Pezzani da un libro del 1947.


domenica 10 aprile 2016

Angelo


Dice il Signore all'angelo:_Corri da quel bambino
e restagli vicino.
Non lo lasciar giammai.
*
_Signor,cosa gli dico
se mi chiede chi sono?
_Digli che sei un dono
di Dio.Sono l'amico.
*
_E se piange, che faccio?
_Fa' come il pastorello.
Quel bambino è un'agnello
e tu lo prendi in braccio.
*
_E se gioca?_Tu giochi.
I bambini innocenti
van felici di pochi
sassolini lucenti.
*
L'angelo via volò.
Ed era già lontano
nel ciel, che si voltò
per chiedere più piano:
*
_E se ammala?Se muore?
_Riportalo al Signore.

R.Pezzani

sabato 12 marzo 2016

LUNARIO

Oh, cos'è mai un anno! Un mazzolino
di giorni: qualche fiore e qualche spino.
fiori di campo, spini della siepe;
è il viaggio da un presepe a un presepe;
un volgere di lune in grembo a Dio;
un dolce ritrovarsi e dirsi addio;
una nube che passa, il sol che torna;
pan seminato e pane che si sforna;
dodici mesi tra bagnati e asciutti;
quattro stagioni cariche di frutti.
Su ogni giorno stende il suo sorriso
un santo che vien giù dal Paradiso.
Così è fatto, mutevole, il lunario
e  l'anno nuovo l'ha per sillabario
e vi legge ogni dì tra stella e stella
che per chi ama Dio la vita è bella.

Renzo Pezzani

Giorno di Marzo


Buona gente! Buona gente!
aprite gli usci e le porte...
Le cose non eran morte,
dormivano solamente.
Il vento della foresta,
giovane lupo si desta.
Fiuta ceppi, rapisce odori,
scopre monti, lustra colori.
Guizza il pesce nel torrente:
buona gente! buona gente!
Il sole di marzo attese,
nel prato che tocca il paese,
uscire i bimbi da scuola...
Ma ora il tuono si sente
nell'aria che sa di viola...
Dolce la pioggia consola
la sete dell'erba innocente.
E mai più bel ciel si vide:
un poco piange un poco ride;
ride e piange per niente,
buona gente ! buona gente !
Aprite le case e lasciate
che un nuovo fiato le frughi.
Sciogliete il bucato: lo gonfi il vento:
il sole lo asciughi.
Aprite dei fiori la serra.
Risuonino i gravi tonfi
del ferro che frange la terra...
Aiutate la semente,
buona gente ! buona gente !

R. Pezzani

martedì 1 marzo 2016

Marzo

O Marzo, Marzo, sei come un bambino
che per nulla piange e si dispera!
Sei tutto chiaro e limpido al mattino
e ti addormenti brontolando a sera.
Però... ti voglio bene, o birichino,
o capriccioso Marzo: e sai perché?
Appunto perché sei come un bambino
e... forse, rassomigli un poco a me.

* Renzo Pezzani *

sabato 27 febbraio 2016

L'Angelo e il bambino


 Quando sulla terra nasce un bambino
un angelo gli si mette vicino.
Il bimbo non avverte il compagno alato,
ma ne sente il cuore,
ne vede la nuvola del fiato.
Giocano insieme;
si lavano nello stesso catino;
ridono della stessa gioia;
piangono del medesimo spino.
E, quel ch'è mio è tuo,
quel ch'è tuo è mio,
mangiano nella stessa scodella
e insieme pregano Iddio.


Renzo Pezzani

giovedì 25 febbraio 2016

Buongiorno a tutti

Dice l'alba innocente;
_Desto la vita, i sogni porto via.
Ho l'oro in bocca e in cuor la poesia.
Son la felicità fatta di niente.
 
R.Pezzani.

Dice la Luna.



Quando passa il sole, tutti sono desti e felici.
Quando passo io, gli uomini si chiudono
nelle loro case, i bambini dormono.
M'affaccio sorridente
e tutte le cose diventano zitte.
Illumino la terra buia e nessuno si serve della mia luce: nelle case  accendono le lucerne, il carrettiere prende la sua lanterna, i carbonai fanno fuochi di legna sulla montagna.
Eppure c'è qualcuno che m'aspetta: la madre degli orfanelli, piena di pensieri che non la lasciano dormire; il viandante che non conosce la strada; il pescatore che butta le reti prima che l'alba s'affacci sul mare.
Da un vecchio libro di scuola  di Renzo Pezzani 1947

Febbraio

 
 Se ridi, o Febbraio piccino,
col sole sia pure di un dì,
é un riso che dura pochino,
pochino, pochino così.
Appena quel tanto che basta
 a fare cantare le gronde
dell'acqua mutevole e casta
che lascia la neve che fonde.
Ma basta quel primo turchino,
quel pò d'intravista speranza
a dare una nuova fragranza
al cuore e al destino.

R.Pezzani

Due parole in un orecchio.

 

Chi vuol essere solo a godere
solo sarà quando deve soffrire.
Che pena è mai possedere
se il cuore non impara e a spartire !

Renzo Pezzani

Renzo Pezzani

 Renzo Pezzani


Parma  1898/ Castiglione Torinese 1951

Nacque a Parma nel 1898, si diplomò maestro ed insegnò finchè l’avvento  del  fascismo non lo indusse a lasciare la scuola per trasferirsi a Torino, nel  1926, a dirigere l’ufficio stampa  della  Società Editrice  Internazionale. Pezzani si inserì  nella  vita culturale torinese con la sua affascinante personalità e  la  sua  intraprendenza operativa. Presso la SEI Pezzani pubblicò opere di poesia e prosa, per ragazzi e per adulti. Compose opere di poesia come  Angeli verdi ( che anticipò di svariati lustri l’interesse per l’ecologia e le piante ) e  Il sogno  di un piccolo re; opere  in prosa come Credere, (che vinse il premio Pallanza), La casa  del padre e  Il   viatico   nella  tempesta.  La  vocazione  di  maestro indusse  Pezzani  a  scrivere due serie di cinque volumetti di  letture per bambini delle scuole elementari  Cose della vita e Focovivo che negli anni 1943/50 diventarono la  più diffusa  lettura  per  le  scuole  elementari. Nel  1943  con Giusto Gervasutti fondò la casa editrice Il Verdone. Pubblicò poche ma  valide  opere  tra  le  quali  Scalate  sulle Alpi, autobiografico del Gervasutti e una raccolta antologica di poesie piemontesi intitolata Parnas Piemonteis. Nel 1945 Pezzani fondò una nuova casa editrice Edizioni  Palatine che pubblicò alcuni suoi libri di poesie e un libro  di saggi critici  sulla  musica di  Ildebrando  Pizzetti. Le rendite di Focovivo  permisero  a  Pezzani  di  arredare riccamente una grande villa in via Santa Giulia  organizzandovi fastosi e mecenateschi  ricevimenti. Nello stesso periodo comprò un' imponente  villa  settecentesca a Castiglione Torinese dove si ritirava a scrivere. Nel 1948 però la situazione  economica  del  Pezzani precipitò. Fu costretto a vendere  la  villa  di  via  Santa  Giulia  per poi ritirarsi con la madre nella villa di Castiglione. Ben presto la salute peggiorò  e  minato  nel  fisico  morì il 14 luglio 1951 a Castiglione Torinese. Aveva  appena  terminato  la raccolta di poesie  Bellissimi  dolori, che  rappresenta  il  suo testamento spirituale. Benché Pezzani avesse sognato talvolta un ritorno  a  Parma (egli amava  la  sua  città soprattutto nel  ricordo e l’aveva  vissuta in poesia, con i suoi struggenti versi in dialetto parmigiano) fu Torino che gli diede fama e ricchezza, e Castiglione fu  il luogo che egli considerò  ideale per «fare poesia». Infatti molti dei suoi  versi  più belli e significativi nacquero nella villa sul colle di  Castiglione,il  luogo del suo tormentato esilio di poeta."