

Il rosario (dal latino rosārium, "rosaio"; a partire dal XIII secolo
acquisì il significato religioso indicante le preghiere che formano come
una "corona", nell'accezione latina di corōna ovvero ghirlanda, di rose
alla Madonna) è una preghiera devozionale e contemplativa a carattere
litanico tipica del rito latino della Chiesa cattolica. Le sue origini
sono tardomedievali: fu diffuso grazie alle Confraternite del Santo
Rosario, fondate da Pietro da Verona, santo appartenuto
all'Ordine dei frati predicatori, tanto che se ne attribuì la nascita a
un'apparizione della Madonna, con la consegna del rosario al fondatore
dell'Ordine San Domenico. La preghiera fu approvata, a nome del papa,
dal cardinale Alessandro Nanni Malatesta, legato pontificio e vescovo di
Forlì. Non essendo elemento della liturgia della Chiesa cattolica,
questa pratica ha subìto notevoli varianti nel corso dei secoli. La
preghiera è per tutti, per ottenere grazie e consolazioni per sé e per
gli altri, per la diffusione delle buone azioni nel mondo, per la
soluzione dei conflitti internazionali, per la conversione e la crescita
spirituale. La preghiera consiste in quattro serie (chiamate "poste")
di cinquanta Ave Maria divise a gruppi di dieci relative alla
meditazione dei "misteri" (eventi, momenti o episodi significativi)
della vita di Cristo e di Maria. Il nome indica la "corona di rose", con
riferimento al fiore "mariano" per eccellenza, simbolo della stessa
"Ave Maria". La versione integrale della meditazione prevede la
contemplazione di tutti i quindici misteri e quindi la recita, tra
l'altro, di centocinquanta Ave Maria (coll'aggiunta facoltativa dei
cinque "misteri luminosi" nel 2002 si contano venti "poste" per
complessive duecento Avemarie ma si perde l'antichissima e voluta
analogia con i centocinquanta salmi del Salterio). Il conto si tiene
facendo scorrere tra le dita i grani della "corona del Rosario" o
"rosario", scritto con l'iniziale minuscola allo scopo di distinguere
l'oggetto dalla preghiera.
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