mercoledì 24 febbraio 2016

Buonanotte..Cari Amici virtuali


Buonanotte..Cari Amici virtuali,
fate sogni, sogni belli con le ali:
Riposate fra le braccia dell'Amore
e felicità ci sia nel vostro cuore.
Un cuore e una mente che trabocca,
con abbracci e tanti baci sulla bocca,
Sulla bocca fresca e bella dell'Amore
sogni, coccole e baci a tutte l'ore!
Che domani sia un giorno incantato
pien d'allegria e corse  a perdifiato.
Cerchiam di rimanere un po' bambini
e felici canterem come uccellini.
Gli uccellini che cinguettano nel cielo
ascoltandoli sentirem il mondo più vero.
Sarà più vero, più felice, più importante
se sapremo sorridere alla gente.
Il sorriso lo sapete è contagioso
e sa' rendere il mondo "Meraviglioso".
 
Lucia

Una curiosità sul ventaglio


Nel 700 il ventaglio di una dama serviva anche per comunicare in codice con il proprio amato . Sembra che bastasse aprire un certo numero di stecche per per fissare un'appuntamento a una detemina ta ora o tra quanti ggiorni si sarebbero incontrati.
Furbette eh!!!!!!
L'amore trova sempre un modo per farsi capire 

Ultima parte della storia del ventaglio




 ventaglio 1960/70
Durante il XVIII ed il XIX secolo le dame della nobiltà e dell’alta borghesia possedevano molti esemplari da utilizzare nelle svariate occasioni della giornata indipendentemente dal clima; i ventagli scandivano la vita delle donne più abbienti:ve ne erano per sancire un fidanzamento, nella ”corbeille de marriage”(corredo), per la presentazione a corte, per festeggiare la nascita dei figli, per gli eventi luttuosi. Nel ‘700 ve ne erano anche da usare in chiesa, oppure per divulgare le danze più alla moda. Sono giunti  a noi anche rari esempi di ventagli da bambina e da bambola, alcuni in materiali preziosi. Come per le madri, l’etichetta imponeva l’utilizzo di tale accessorio, spesso di forma identica, anche alle figlie, e di conseguenza ne erano corredate anche le loro bambole. All’epoca della Rivoluzione Francese i ventagli furono un tramite per divulgare alle masse alcuni eventi salienti e la storia dei personaggi importanti. Alcuni erano controrivoluzionari e quindi vietatissimi, perché inneggiavano a Luigi XVI ed alla famiglia reale: essi sono assai rari. Insieme alla moda del costume variarono la dimensione e la foggia dei ventagli. La pagina era spesso dipinta su pelle lavorata in modo da diventare sottilissima, e denominata ”pelle di cigno”. A differenza degli europei, i cinesi dipinsero le pagine solo su carta e seta. Erano eccezionali intagliatori di avorio, tartaruga, madreperla, eccellenti laccatori e abili nel lavorare e smaltare la filigrana. Un tipo molto comune era il “Cento facce”:sulla pagina venivano rappresentate scene di corte o di vita, dove gli abiti dei personaggi erano in seta ritagliata ed applicata, le testine in avorio dipinto….L’Italia,dopo aver dettato legge in materia di ventagli nel XV e XVI secolo, ed essere stata in seguito surclassata da Francia ed Inghilterra, meglio organizzate e competitive ,tornò ad imporre un proprio stile nel XVIII secolo con esemplari prodotti a Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli. I più ambiti, subito riconoscibili, furono quelli con vedute urbane, archeologiche e paesaggistiche, denominati ”Grand Tour”. Essi venivano acquistati come ricordo dei viaggi che la nobiltà compiva nell’Europa del sud, con tappa obbligata in Italia. La durata di tali spostamenti di cultura ed istruzione variava dai due ai cinque anni. Nel 1700 fu anche ideato un linguaggio “a distanza”, per trasmettere specifici messaggi a seconda del modo in cui il ventaglio veniva tenuto, aperto o mostrato. Esso fu codificato nel XIX secolo, e fu molto utile alle dame per fissare appuntamenti segreti, ma anche per i giochi di società. Seguendo l’uso di realizzare ventagli per conservare memoria di viaggi o di eventi  regali, storici, politici, furono prodotti esemplari che celebravano anche eventi sportivi, oppure le famose Esposizioni Universali, e da qui alla realizzazione di ventagli pubblicitari, il passo è breve. Oggi i ventagli vengono prodotti spesso con materiali scadenti, non facendo più parte del guardaroba femminile già da molti decenni: la frenesia della vita moderna ed il necessario adattamento dell’abbigliamento hanno fatto sì che tale accessorio divenisse desueto. Negli ultimi tempi dobbiamo però notare un nuovo impulso segnato da una rinascita del collezionismo e dell’interesse di artisti contemporanei di qualità verso questo prezioso oggetto.

Beato Marco De Marconi

 
 
Sacerdote
24 febbraio Mantova, 1480 - Mantova, 24 febbraio 1510
Etimologia: Marco = nato in marzo, sacro a Marte.
Del beato Marco si può narrare più del periodo dopo la sua morte che della sua breve vita. Esso nacque nei pressi di Mantova nel 1480 da pii genitori, frequentò la vicina chiesa degli Eremiti Girolamiti, a sedici anni attratto dalla vita religiosa, entrò nell’Ordine a Migliarino nei dintorni di Mantova. Visse come frate quindici anni nel nascondimento, conducendo una vita di preghiera e mortificazione, raggiungendo le vette spirituali che portano alla santità, morì ad appena 30 anni il 24 febbraio 1510.La sua tomba divenne meta di pellegrinaggi e il suo corpo dopo anni fu trovato incorrotto ed intatto; artisti di chiara fama lo raffigurarono con l’aureola a Mantova, Riva del Garda, a Venezia, Verona, Ferrara, Roma e Napoli e dovunque il culto si propagò e le grazie piovvero abbondanti. Durante la guerra fra l’imperatore d’Austria e il duca di Mantova, Migliarino fu rasa la suolo come tutte le costruzioni in muratura intorno alla città. I girolamiti si rifugiarono in Mantova con tutte le loro cose compreso il corpo del beato, poi ricostruirono una chiesa e un convento sempre sotto il titolo di s. Matteo e vi deposero il corpo che vi rimase per circa 150 anni.Alla fine del XVIII secolo durante l’occupazione napoleonica, fu soppresso il convento e distrutta la chiesa, l’urna riprese a migrare da una chiesa all’altra di Mantova e finalmente ebbe la sua definitiva sistemazione nella cattedrale.I vescovi di Mantova a partire dal 1830 si adoperarono affinché il culto del beato Marco fosse ufficializzato dalla Chiesa e fu proprio il vescovo di Mantova Giuseppe Sarto divenuto papa e santo con il nome di Pio X a confermare il culto nel 1906.

Autore: Antonio Borrelli

Anthony de Mello

Padre Anthony de Mello,
(Mumbay, 4 settembre 1931New York, 2 giugno 1987),
è stato un gesuita, scrittore e psicoterapeuta indiano.
Padre de Mello nacque a Santa Cruz, un sobborgo di Mumbai in India. Entrò a far parte della Compagnia di Gesù nel 1947, all'età di sedici anni non ancora compiuti. Venne in seguito trasferito, e da allora viaggiò in parecchi paesi per studiare e più tardi per insegnare, principalmente in Spagna e negli Stati Uniti, dove diventò uno psicoterapeuta. Ben presto divenne famoso per i suoi libri sulla spiritualità, che coniugavano la religiosità cristiana e orientale con i suoi studi di psicologia. Tornato in India, cominciò a organizzare numerosi ritiri spirituali, ed era in genere considerato un oratore pubblico di qualità. De Mello ha fondato anche un centro di preghiera in India, chiamato «Sadhana». Morì improvvisamente nel 1987 per un attacco cardiaco. I suoi lavori sono ancora ristampati, e scritti inediti sono stati pubblicati dopo la sua morte.
Il messaggio spirituale di Padre de Mello

Dai suoi libri, caratterizzati da un modo intelligente e spesso umoristico di attingere ai grandi contenuti della religione cristiana e delle tradizioni orientali, traspare il messaggio spirituale di Padre de Mello; di seguito alcuni suoi aforismi.

martedì 23 febbraio 2016

A. de Mello

 


Un discepolo confessò di avere la cattiva abitudine di ripetere i pettegolezzi.
Il maestro osservò maliziosamente: "Ripeterli non sarebbe poi così male , se tu non li perfezionassi".

La maldicenza e i pettegolezzi sono come piume sparse al vento:è è facilissimo spargerle, ma è poi impossibile raccoglierle

A. de Mello

Felice Mercoledì

 
Spero tu abbia un piacevole risveglio
e che ti ricordi che oggi devi viverlo felicemente.