giovedì 8 ottobre 2015
mercoledì 7 ottobre 2015
CANALETTO
è stato un pittore e incisore italiano, noto soprattutto come vedutista.
I suoi quadri, oltre a unire nella rappresentazione topografica architettura e natura, risultavano dall'attenta resa atmosferica, dalla scelta di precise condizioni di luce per ogni particolare momento della giornata e da un'indagine condotta con criteri di scientifica oggettività, in concomitanza col maggiore momento di diffusione delle idee razionalistiche dell'Illuminismo. Insistendo sul valore matematico della prospettiva, l'artista, per dipingere le sue opere si avvaleva talvolta della camera ottica.
Nacque a Venezia da Bernardo quondam Cesare Canal e Artemisia Barbieri. Esisteva una famiglia Canal ascritta al patriziato, ma quasi certamente non aveva legami con quella di Giovanni Antonio che, comunque, era di estrazione benestante.
Il soprannome "Canaletto" gli venne dato per distinguerlo dal padre, che era pure pittore (di scenografie teatrali), o forse per la bassa statura
Sarà proprio attraverso il padre che il giovane Giovanni Antonio viene avviato alla pittura. Così come il padre, anche il fratello maggiore, Cristoforo, si occupa della pittura di fondali per il teatro. Antonio comincia così a collaborare con il padre e il fratello e le prime commissioni, nel 1716, riguardano la realizzazione dei fondali per alcune opere di Antonio Vivaldi. Tra il 1718 e il 1720 il giovane si trasferisce, insieme a Bernardo e a Cristoforo, a Roma per realizzare le scene di due drammi teatrali di Alessandro Scarlatti.
Il viaggio a Roma è decisivo per Giovanni Antonio Canal in quanto proprio a Roma ha i primi contatti con i pittori vedutisti. In particolare, i suoi modelli di riferimento sono tre importanti artisti che si cimentarono con il genere della veduta: il primo è Viviano Codazzi, che Antonio non può conoscere da vivo in quanto scomparso nel 1670, il secondo è Giovanni Paolo Pannini, famoso per le sue vedute fantastiche, molte delle quali ispirate alle antichità romane, e il terzo è Gaspar van Wittel, olandese, considerato tra i padri del vedutismo.
Agli anni del soggiorno a Roma risalgono le prime opere a lui attribuite la Santa Maria d'Aracoeli e il Campidoglio e il Tempio di Antonino e Faustina, opere in cui Giovanni Antonio Canal comincia a prendere confidenza con il genere della veduta, come si vede dalla non impeccabile resa prospettica.
Le prime importanti committenze a Venezia
Tornato nella città natale, il Canaletto stringe contatti con i vedutisti veneziani, tra i quali spiccavano i nomi di Luca Carlevarijs e di Marco Ricci e comincia a dedicarsi a tempo pieno alla pittura di vedute: ai primi anni venti del Settecento risalgono quattro importanti opere che entrarono poi a far parte delle collezioni dei reali del Liechtenstein: il Canal Grande verso il ponte di Rialto, dipinto giocato sui contrasti tra luce e ombra, il Bacino di San Marco dalla Giudecca, una Piazza San Marco che rappresenta una delle prime realizzazioni della piazza che sarà poi uno dei soggetti preferiti del Canaletto, e il Rio dei Mendicanti, interessante in quanto opera raffigurante un rione popolare, nel quale viveva un suo parente Gaspare di Francesco da Canal che sposerà nel 1709 Anzola del Pio Loco della Pietà, un'allieva di Antonio Vivaldi. Al 1723 risalgono le prime due opere firmate e la cui data è certa: sono due Capricci, ossia raffigurazioni di elementi tratti dalla realtà insieme a elementi di fantasia, ambedue conservati in collezioni private.
il Canaletto riesce in breve tempo a diventare uno dei pittori più affermati di Venezia,
Molte opere realizzate dal Canaletto durante la prima fase della sua carriera, al contrario delle abitudini del tempo, sono state dipinte "dal vero" (piuttosto che da abbozzi e da studi presi sul luogo per poi essere rielaborati nello studio dell'artista). Alcuni dei suoi lavori tardi tornano a questa abitudine, suggerita dalla tendenza per le figure distanti a essere dipinte come macchie di colore - un effetto prodotto dall'uso della camera oscura, che confonde gli oggetti distanti. I dipinti del Canaletto comunque si distinguono sempre per la loro grande accuratezza.
Acquisita una notevole fama, il Canaletto comincia a essere notato dai committenti inglesi: durante il Settecento Venezia era molto frequentata dai giovani dell'aristocrazia britannica che svolgevano il loro Grand Tour, del quale la città lagunare era una delle tappe preferite. Il Canaletto ebbe i primi contatti con i committenti inglesi tramite l'appoggio di Owen McSwiny, impresario teatrale e mercante d'arte irlandese. Il Bucintoro al Molo il giorno dell'Ascensione, datato 1729 e oggi conservato a Barnard Castle, in Inghilterra. L'opera raffigura quella che era forse la festa maggiormente sentita da parte dei veneziani, e cioè lo sposalizio del mare, che si teneva ogni anno il giorno dell'Ascensione. Nel dipinto, l'artista raffigura il ritorno del Bucintoro verso Palazzo Ducale, con la grande nave da parata attorniata dalle imbarcazioni del corteo. I dipinti celebrativi del Canaletto sono molto spettacolari e offrono una tangibile testimonianza dello splendore delle celebrazioni della Serenissima, che continuava a cullarsi sui suoi fasti nonostante stesse conoscendo un declino irreversibile, che si sarebbe poi concluso, nel 1797, con la fine della millenaria indipendenza della Repubblica. Il Bucintoro al Molo il giorno dell'Ascensione (1740 circa, Torino, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli)
durante la seconda metà degli anni trenta: importanti nobili come il Conte di Fitzwilliam, il Duca di Bedford, il Duca di Leeds e il Conte di Carlisle iniziano a richiedere i quadri del Canaletto.
A questo periodo risalgono importanti opere come Il doge alla festa di San Rocco, altra opera dal carattere celebrativo, conservata alla National Gallery di Londra, e un'altra veduta di Piazza San Marco, conservata a Cambridge negli Stati Uniti, interessante perché permette un confronto diretto con la veduta che apparteneva ai reali del Liechtenstein e consente così di scoprire i progressi fatti dal Canaletto in circa dieci anni.
Verso il 1740 il mercato del Canaletto si riduce drasticamente quando la Guerra di successione austriaca (1741-1748) portò a un forte decremento dei visitatori britannici a Venezia. Smith non riusciva più a garantire l'elevato numero dei clienti di un tempo, anche perché ormai tutti i più importanti committenti inglesi che frequentavano Venezia avevano acquistato un elevato numero di opere di Giovanni Antonio Canal. Joseph Smith non era quindi più in grado di garantirgli committenze e nel 1746 il Canaletto decide di trasferirsi a Londra: l'artista scrive una lettera al suo primo "agente", Owen McSwiny pregandolo di introdurlo presso il Duca di Richmond, che tra l'altro era già stato cliente del
Il Canaletto comincia quindi a creare i rapporti con i suoi nuovi clienti, tra i quali figuravano il principe boemo Johann Georg Christian von Lobkowitz e il nobile inglese Hugh Percy, futuro Duca di Northumberland. Accolto con iniziale diffidenza, riesce a ricevere comunque diverse commissioni da parte dell'aristocrazia inglese: tra le opere di questi anni si segnala Il Parco di Badminton da Badminton House, del 1748, realizzato per Charles Somerset, quarto duca di Beaufort.
Interessante è anche un dipinto conservato presso l'Abbazia di Westminster che raffigura l'abbazia stessa con la processione dei cavalieri dell'Ordine del Bagno: si tratta di un dipinto a scopo celebrativo nel quale Giovanni Antonio Canal poteva servirsi della sua esperienza maturata nel dipingere le lussuose feste della Repubblica di Venezia. Dopo aver interrotto il soggiorno inglese una prima volta nel 1750 e una seconda volta nel 1753, il Canaletto torna a Londra e stringe rapporti con Thomas Hollis, uno dei più importanti committenti del periodo inglese:
Il Canaletto torna nella città natale tra il 1756 e il 1757 per non spostarsi più. Le ultime committenze prestigiose sono quelle del mercante tedesco Sigismund Streit e quelle per le "Solennità dogali". Per il primo, un committente molto esigente, l'artista realizza alcuni dipinti tra i quali due suggestivi notturni, la Veglia notturna a San Pietro di Castello e la Veglia notturna all'arzere di Santa Marta, entrambi conservati alla Gemäldegalerie di Berlino ed entrambi risalenti a un periodo collocabile tra il 1758 e il 1763.
Durante l'ultima fase della sua carriera, il Canaletto approfondisce il tema del capriccio, già affrontato in gioventù: importante in questo senso è il celeberrimo Capriccio palladiano, conservato presso la Galleria nazionale di Parma e risalente a un periodo compreso tra il 1756 e il 1759: si tratta di una veduta del quartiere di Rialto con il Ponte raffigurato secondo il progetto di Andrea Palladio e con la Basilica Palladiana di Vicenza.
Nel 1763 Giovanni Antonio Canal viene nominato socio dell'Accademia Veneziana di Pittura e Scultura, e da questo momento in avanti non si hanno più notizie sicure sulla sua attività: è probabile che abbia continuato a dipingere fino alla sua scomparsa, avvenuta il 19 aprile del 1768, dopo “lungo compassionevole male” – annota il Gradenigo nei Notatori – nella sua casa di Corte della Perina, tuttora esistente, circondato dall'affetto dei famigliari, e venne sepolto nella chiesa di San Lio; a Venezia, la tradizione vuole che la sua tomba si trovi sotto il pavimento della quattrocentesca Cappella Gusson.
martedì 6 ottobre 2015
vaccino per la poliomielite.
il 6 ottobre del 1956 il medico polacco Albert Bruce Sabin scopre il vaccino per la poliomielite.
Albert Bruce Sabin
virologo polacco naturalizzato statunitense
Białystok, 26 agosto 1906 – Washington, 3 marzo 1993
Sabin non ricevette il premio Nobel per le sue scoperte mediche[1], in compenso nella sua lunga carriera ricevette 40 lauree honoris causa, da parte di università di tutto il mondo, oltre alla Medaglia Nazionale per la Scienza, nel 1970....Per curare i bambini rinunciò ai soldi del brevetto del vaccino.
Albert Bruce Sabin
virologo polacco naturalizzato statunitense
Białystok, 26 agosto 1906 – Washington, 3 marzo 1993
Sabin non ricevette il premio Nobel per le sue scoperte mediche[1], in compenso nella sua lunga carriera ricevette 40 lauree honoris causa, da parte di università di tutto il mondo, oltre alla Medaglia Nazionale per la Scienza, nel 1970....Per curare i bambini rinunciò ai soldi del brevetto del vaccino.
lunedì 5 ottobre 2015
Gigi Sabani
Gigi Sabani, all'anagrafe Luigi Sabani
(Roma, 5 ottobre 1952 – Roma, 4 settembre 2007),
è stato un conduttore televisivo, imitatore, cantante e attore italiano.
Figlio di un cameriere e di una casalinga (Liliana Bruni di Ortona), già all'età di 5 anni dimostra le sue qualità di imitatore, riproducendo il rumore della circolare rossa Prenestina, un tram che all'epoca faceva il giro della capitale. Successivamente inizia a imitare compagni e professori di scuola.
Proprio per queste qualità, nel 1973 la sorella Isabella lo iscrive a sua insaputa a La corrida, trasmissione radiofonica di Corrado, dove Sabani si esibisce nelle imitazioni di Gianni Morandi, Mino Reitano e Claudio Baglioni. Successivamente inizia la sua carriera in televisione alla fine degli anni settanta, sempre come imitatore.
Nel 1980 partecipa a Domenica In, varietà condotto all'epoca da Pippo Baudo, mentre tra il 1981 ed il 1982 partecipa a due edizioni di Fantastico (seconda e terza edizione) e conduce Premiatissima. Proprio in quest'ultimo programma esibisce anche le sue qualità canore, interpretando A me mi torna in mente una canzone che verrà incisa nel 1983. Dal dicembre di quell'anno presenta la prima edizione di uno storico quiz delle reti Mediaset, OK il prezzo è giusto, in prima serata su Italia 1, programma con il quale si aggiudica due telegatti, (rimanendovi fino alla fine del 1986) e nella stagione 1985/1986 è nel cast di Buona Domenica.
Nella stagione 1986/1987 torna a lavorare in RAI dove gli viene affidata la conduzione, insieme a Valerio Merola e Ramona Dell'Abate, di Chi tiriamo in ballo?, programma della domenica pomeriggio di Rai 2 che proseguirà anche in quella successiva. Nel 1989 torna nel campo della musica partecipando al Festival di Sanremo con la canzone La fine del mondo, scritta per lui da Toto Cutugno. Arriverà penultimo ma diverte il pubblico cantando l'ultima sera imitando una ventina di personaggi. L'anno successivo conduce Stasera mi butto, programma estivo della seconda rete Rai. Dopo una brevissima assenza dagli schermi torna alla conduzione nel gennaio del 1991, venendo scelto per sostituire il cast di Domenica In che aveva ottenuto ascolti molto bassi nei primi mesi della stagione.
Nella stagione 1991/92 conduce il programma del mezzogiorno Piacere Rai Uno insieme con Toto Cutugno e le giornaliste Danila Bonito ed Elisabetta Gardini: in questa trasmissione compaiono le Gige di Gigi e le Tate di Toto. L'estate del 1992 lo vede nuovamente protagonista con la conduzione di Un biglietto per... la canzone del secolo, concorso canoro legato alla lotteria Italia. Successivamente conduce altri programmi, come Ci siamo!?! su Rai Uno, e Il grande gioco dell'oca su Rai 2. Nel 1994 partecipa come ospite in tre brani nell'ultimo disco di inediti del gruppo degli Squallor, dal titolo Cambiamento. Tornato nello stesso anno in Fininvest, condurrà Re per una notte su Italia 1, antesignano dei Momenti di gloria di Mike Bongiorno e Sei un mito di Roberta Capua.
Nell'estate del 1996 Sabani viene coinvolto, accanto a Valerio Merola, nella vicenda giudiziaria legata alla corruzione nel mondo dello spettacolo, simile alla più recente Vallettopoli, nata dalle dichiarazioni di alcune soubrette.Sabani è accusato di induzione alla prostituzione ma viene scagionato e risarcito per i 13 giorni di detenzione trascorsi agli arresti domiciliari: ciò nonostante, questa vicenda sembra averlo pesantemente danneggiato umanamente e artisticamente, e negli anni successivi Sabani fatica a tornare, specie in televisione, ai suoi livelli abituali.
Il 1997 è comunque per lui un anno particolarmente impegnativo, poiché è alla conduzione di Ballo, amore e... fantasia con Iva Zanicchi e debutta nel cinema con il film Gli inaffidabili di Jerry Calà, che però ha scarso successo nonostante il cast di personaggi famosi. Nelle estati 1999 e 2000 conduce su Raiuno Sette per uno, e sempre nel 1999 presenta sull'emittente regionale siciliana Telecolor il programma La grande sfida, insieme a Francesca Rettondini.
Nel 2000 e nel 2001 conduce La sai l'ultima? insieme a Natalia Estrada su Canale 5, dove sempre nell'estate del 2001 è al timone di un nuovo programma, Facce da quiz, insieme a Ellen Hidding e Alessia Mancini, mentre nella stagione televisiva 2002/2003 è nel cast di I fatti vostri su Rai 2. In seguito fu ospite fisso di Maurizio Costanzo a Buona Domenica per due stagioni, per poi essere invitato a partecipare a singole puntate di altri programmi televisivi RAI e Mediaset, ultimo dei quali - nell'estate 2007 - Matinée su Rai 2, dove parla del programma definendolo uno dei pochi nel quale si può parlare senza il rischio di essere censurati: questa è stata infatti la sua ultima apparizione televisiva.
Gigi Sabani muore improvvisamente all'età di 54 anni intorno alle 22:30 del 4 settembre 2007, stroncato da un infarto, mentre si trovava a Roma in casa della sorella Isabella: il medico di famiglia della stessa, che lo aveva visitato un'ora prima, aveva diagnosticato solo uno stato di stress prescrivendo un antidolorifico.
Isabella non ha mai voluto rivelare a nessuno il nome del medico. È sepolto nel cimitero di Prima Porta.
Dalla ex moglie Rita Imperi ha avuto un figlio di nome Simone. Al momento della sua scomparsa era fidanzato con l'attrice e giornalista Raffaella Ponzo, conosciuta ad uno spettacolo di piazza nell'estate 2006. Raffaella scoprì di essere incinta, ma non riuscì a dirglielo a causa dell'improvvisa scomparsa: il bambino nacque il 19 maggio 2008 e venne chiamato Gabriele. Raffaella riuscì a dare al piccolo Gabriele il cognome del padre solo nel 2011 perché il primogenito, Simone, si oppose al riconoscimento, non presentandosi per svariate volte alla prova del DNA.
(Roma, 5 ottobre 1952 – Roma, 4 settembre 2007),
è stato un conduttore televisivo, imitatore, cantante e attore italiano.
Figlio di un cameriere e di una casalinga (Liliana Bruni di Ortona), già all'età di 5 anni dimostra le sue qualità di imitatore, riproducendo il rumore della circolare rossa Prenestina, un tram che all'epoca faceva il giro della capitale. Successivamente inizia a imitare compagni e professori di scuola.
Proprio per queste qualità, nel 1973 la sorella Isabella lo iscrive a sua insaputa a La corrida, trasmissione radiofonica di Corrado, dove Sabani si esibisce nelle imitazioni di Gianni Morandi, Mino Reitano e Claudio Baglioni. Successivamente inizia la sua carriera in televisione alla fine degli anni settanta, sempre come imitatore.
Nel 1980 partecipa a Domenica In, varietà condotto all'epoca da Pippo Baudo, mentre tra il 1981 ed il 1982 partecipa a due edizioni di Fantastico (seconda e terza edizione) e conduce Premiatissima. Proprio in quest'ultimo programma esibisce anche le sue qualità canore, interpretando A me mi torna in mente una canzone che verrà incisa nel 1983. Dal dicembre di quell'anno presenta la prima edizione di uno storico quiz delle reti Mediaset, OK il prezzo è giusto, in prima serata su Italia 1, programma con il quale si aggiudica due telegatti, (rimanendovi fino alla fine del 1986) e nella stagione 1985/1986 è nel cast di Buona Domenica.
Nella stagione 1986/1987 torna a lavorare in RAI dove gli viene affidata la conduzione, insieme a Valerio Merola e Ramona Dell'Abate, di Chi tiriamo in ballo?, programma della domenica pomeriggio di Rai 2 che proseguirà anche in quella successiva. Nel 1989 torna nel campo della musica partecipando al Festival di Sanremo con la canzone La fine del mondo, scritta per lui da Toto Cutugno. Arriverà penultimo ma diverte il pubblico cantando l'ultima sera imitando una ventina di personaggi. L'anno successivo conduce Stasera mi butto, programma estivo della seconda rete Rai. Dopo una brevissima assenza dagli schermi torna alla conduzione nel gennaio del 1991, venendo scelto per sostituire il cast di Domenica In che aveva ottenuto ascolti molto bassi nei primi mesi della stagione.
Nella stagione 1991/92 conduce il programma del mezzogiorno Piacere Rai Uno insieme con Toto Cutugno e le giornaliste Danila Bonito ed Elisabetta Gardini: in questa trasmissione compaiono le Gige di Gigi e le Tate di Toto. L'estate del 1992 lo vede nuovamente protagonista con la conduzione di Un biglietto per... la canzone del secolo, concorso canoro legato alla lotteria Italia. Successivamente conduce altri programmi, come Ci siamo!?! su Rai Uno, e Il grande gioco dell'oca su Rai 2. Nel 1994 partecipa come ospite in tre brani nell'ultimo disco di inediti del gruppo degli Squallor, dal titolo Cambiamento. Tornato nello stesso anno in Fininvest, condurrà Re per una notte su Italia 1, antesignano dei Momenti di gloria di Mike Bongiorno e Sei un mito di Roberta Capua.
Nell'estate del 1996 Sabani viene coinvolto, accanto a Valerio Merola, nella vicenda giudiziaria legata alla corruzione nel mondo dello spettacolo, simile alla più recente Vallettopoli, nata dalle dichiarazioni di alcune soubrette.Sabani è accusato di induzione alla prostituzione ma viene scagionato e risarcito per i 13 giorni di detenzione trascorsi agli arresti domiciliari: ciò nonostante, questa vicenda sembra averlo pesantemente danneggiato umanamente e artisticamente, e negli anni successivi Sabani fatica a tornare, specie in televisione, ai suoi livelli abituali.
Il 1997 è comunque per lui un anno particolarmente impegnativo, poiché è alla conduzione di Ballo, amore e... fantasia con Iva Zanicchi e debutta nel cinema con il film Gli inaffidabili di Jerry Calà, che però ha scarso successo nonostante il cast di personaggi famosi. Nelle estati 1999 e 2000 conduce su Raiuno Sette per uno, e sempre nel 1999 presenta sull'emittente regionale siciliana Telecolor il programma La grande sfida, insieme a Francesca Rettondini.
Nel 2000 e nel 2001 conduce La sai l'ultima? insieme a Natalia Estrada su Canale 5, dove sempre nell'estate del 2001 è al timone di un nuovo programma, Facce da quiz, insieme a Ellen Hidding e Alessia Mancini, mentre nella stagione televisiva 2002/2003 è nel cast di I fatti vostri su Rai 2. In seguito fu ospite fisso di Maurizio Costanzo a Buona Domenica per due stagioni, per poi essere invitato a partecipare a singole puntate di altri programmi televisivi RAI e Mediaset, ultimo dei quali - nell'estate 2007 - Matinée su Rai 2, dove parla del programma definendolo uno dei pochi nel quale si può parlare senza il rischio di essere censurati: questa è stata infatti la sua ultima apparizione televisiva.
Gigi Sabani muore improvvisamente all'età di 54 anni intorno alle 22:30 del 4 settembre 2007, stroncato da un infarto, mentre si trovava a Roma in casa della sorella Isabella: il medico di famiglia della stessa, che lo aveva visitato un'ora prima, aveva diagnosticato solo uno stato di stress prescrivendo un antidolorifico.
Isabella non ha mai voluto rivelare a nessuno il nome del medico. È sepolto nel cimitero di Prima Porta.
Dalla ex moglie Rita Imperi ha avuto un figlio di nome Simone. Al momento della sua scomparsa era fidanzato con l'attrice e giornalista Raffaella Ponzo, conosciuta ad uno spettacolo di piazza nell'estate 2006. Raffaella scoprì di essere incinta, ma non riuscì a dirglielo a causa dell'improvvisa scomparsa: il bambino nacque il 19 maggio 2008 e venne chiamato Gabriele. Raffaella riuscì a dare al piccolo Gabriele il cognome del padre solo nel 2011 perché il primogenito, Simone, si oppose al riconoscimento, non presentandosi per svariate volte alla prova del DNA.
domenica 4 ottobre 2015
venerdì 2 ottobre 2015
Prendi un sorriso
Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto
regalalo a chi non l’ha mai avuto
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte
fallo volare là dove regna la notte
Scopri una sorgente,
fai bagnare chi vive nel fango
fai bagnare chi vive nel fango
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare
mettilo nell’animo di chi non sa lottare
Scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla
Prendi la speranza e vivi nella sua luce
Prendi la bontà e donala a chi non sa donare
Scopri l’amore e fallo conoscere al mondo
Mahatma Gandhi
Gandhi
detto
il Mahatma soprannome datogli dal poeta indiano R.Tagore che in
sanscrito significa “Grande Anima", è il fondatore della nonviolenza e
il padre dell’indipendenza indiana. è stato un politico e filosofo
indiano.In India Gandhi è stato riconosciuto come Padre della nazione e
il giorno della sua nascita (2 ottobre) è un giorno festivo. Questa data
è stata anche dichiarata Giornata internazionale della nonviolenza
dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. La sua famiglia appartiene
alla comunità modh, gruppo tradizionalmente dedito al commercio: il nome
Gandhi significa infatti "droghiere".Nei primi anni di scuola viene
poco apprezzato. Segue poi gli studi superiori presso la Alfred High
School a Rajkot, dove il padre si era trasferito per ricoprire
l'incarico di Primo ministro del locale principato.Nel 1881, all'età di
12 anni Gandhi sposa, con un matrimonio combinato secondo la tradizione
indù, Kastürbā Gāndhi, sua coetanea: Gandhi in seguito condannerà più
volte "la crudele usanza dei matrimoni infantili"[3]. La coppia avrà 4
figli maschi.I primi grandi successi di Gandhi si realizzano negli anni
1917-1918 e si riferiscono all'abolizione dell'immigrazione indiana a
termine verso il Sud Africa e alla campagna di satyagraha nel Champaran e
nel Kheda.Nel Champaran, un distretto del Bihar, organizza la
disobbedienza civile di decine di migliaia di contadini senza terra che
sono costretti a coltivare l'indigofera, la pianta da cui si ricava
l'indaco, e altri prodotti di esportazione invece di coltivare gli
alimenti necessari alla loro sussistenza. Oppressi dai grandi
proprietari britannici, ricevono dei magri compensi, che li riducono in
condizioni di povertà estrema.Gandhi crea un'organizzazione di volontari
e col loro aiuto inizia una campagna di pulizia dei villaggi, la
costruzione di scuole e di ospedali.L'autorità locale tenta di
processarlo ed il culmine della crisi viene raggiunto quando Gandhi
viene arrestato dalla polizia per «turbamento dell'ordine pubblico», ma
l'accusa viene ritirata grazie all'efficacia dell'azione di Gandhi e
alla presenza di centinaia di migliaia di manifestanti nei pressi del
tribunale. Gandhi raccoglie una grande quantità di dichiarazioni scritte
dai mezzadri e cerca, senza successo di dialogare coi proprietari per
giungere ad un compromesso.Finalmente l'autorità locale prende atto
dell'esistenza del problema ed istituisce una Commissione, alla quale
partecipa Gandhi, col compito di indicare una soluzione. La Commissione
si pronuncia a favore dei contadini ed ha così fine il sistema
vessatorio dei contadini del Champaran.Quasi contemporaneamente, Gandhi
apprende che i contadini del Kheda non ce la fanno a pagare le imposte a
causa di una grave carestia. Gandhi organizza i contadini, li istruisce
sul satyagraha e promuove il loro sciopero che dura fino a quando si
giunge ad un accordo, dopo 21 giorni. Questo, seppure non del tutto
soddisfacente per Gandhi, dà una grande risonanza al satyagraha che
prende così "piede fermamente sul suolo del Gujarat"[10] segnando il
risveglio della coscienza politica indiana.È da questo momento che
Gandhi viene battezzato dal popolo Bapu (padre) e la celebrità di Gandhi
si estende a tutta l'India Sempre nel 1919 Gandhi entra nel partito del
Congresso Nazionale Indiano, l'organizzazione dell'élite politica
moderata indiana con la quale si batterà per ottenere l'indipendenza del
suo paese. Gandhi.Gandhi e molti membri del Congresso vengono
arrestati.Quando nel 1931 Gandhi esce di prigioneNell'estate del 1934 ci
saranno tre tentativi di assassinio di Gandhi che, anche nella seconda
metà degli anni trenta, continua ad essere considerato dal governo di
Londra l'interlocutore principale col quale negoziare il passaggio
dell'India ad un nuovo regime politico. L’odio di un fanatico indù lo
uccide il 30 gennaio 1948,durante un incontro di preghiera.
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