Gastone Moschin
(San Giovanni Lupatoto, 8 giugno 1929)
è un attore italiano.
(San Giovanni Lupatoto, 8 giugno 1929)
è un attore italiano.
Negli anni cinquanta inizia la sua carriera come attore teatrale, facendo parte prima della Compagnia del Teatro Stabile di Genova e del Piccolo Teatro di Milano, poi collaborando con il Teatro Stabile di Torino. Dal 1983 ha formato una propria compagnia, presentando tra l'altro Sior Todero brontolon(1983), Uno sguardo dal ponte (1984) ed Erano tutti miei figli (1989), Il gabbiano di Čechov (1990). Attore poliedrico e capace, inizia la sua attività cinematografica nel 1955 con La rivale, a partire da quello stesso periodo è stato attivo, seppur in maniera saltuaria, anche come doppiatore. Nel 1959 esordisce nella commedia all'italiana con il film Audace colpo dei soliti ignoti, ma il ruolo che lo farà emergere sarà quello del codardo Carmine Passante nel film Gli anni ruggenti del 1962.
Di lì in avanti Moschin si dimostrerà una presenza assidua nelle
commedie dell'Italia alternando ruoli da protagonista a ruoli da spalla
di lusso. Nel 1963 è un quarantenne deluso in La rimpatriata e un camionista innamorato in La visita, nel 1965 centra un grande successo commerciale e personale con il ruolo di Adolf nella commedia d'azione Sette uomini d'oro, film di culto che generò un sequel (Il grande colpo dei sette uomini d'oro) e un paio di imitazioni/variazioni (Sette volte sette, Stanza 17-17 palazzo delle tasse, ufficio imposte) sempre con Moschin protagonista. Il 1966 è l'anno di due importanti interpretazioni drammatiche, nell'autobiografico Le stagioni del nostro amore e nel memorabile Signore & signori, che gli regala un Nastro d'argento come miglior attore non protagonista. Vengono poi nel 1968 l'avvocato guascone di Italian Secret Service e quello onnipotente e cinico del grottesco Sissignore e in Dove vai tutta nuda?
. La poliedricità di Moschin si esprime anche nella capacità di
passare da un genere all'altro senza mai fossilizzarsi in una sola
tipologia di ruoli o di film. Nel 1969 Moschin esordisce nello spaghetti western con Gli specialisti.
È ad ogni modo un ruolo brillante quello a cui Moschin deve la
popolarità maggiore, vale a dire il ruolo dell'architetto
inguaribilmente romantico Rambaldo Melandri, protagonista, al fianco di
Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi e Duilio Del Prete, della saga di Amici miei. Il primo film, diretto da Mario Monicelli, esce nel 1975 e si classifica al primo posto negli incassi della stagione. Il seguito, esce nel 1982 e si rivela il terzo incasso stagionale ed il film italiano più visto dell'anno. Il terzo film esce nel Natale del 1985, e pur avendo un successo inferiore, regala a Moschin un secondo Nastro d'Argento.
Questo decennio è nella carriera di Moschin decisamente
quantitativamente meno intenso, pur regalando altre interpretazioni
degne di nota. Intensa l'attività televisiva dell'attore, che inizia nel
1955 con Istantanea sotto l'orologio ma viene lanciato nel decennio successivo con alcuni popolari sceneggiati, fra cui Il mulino del Po (1963) e I miserabili (1964). Nel 2000 e nel 2001 partecipa alle prime due stagioni delle serie televisive Don Matteo e Sei forte maestro,
che rappresentano, escluse le partecipazioni (nei panni di sé stesso)
ad alcuni documentari, le ultime interpretazioni del popolare attore. Dal 1990 vive a Capitone, vicino a Narni, dove ha installato anche un maneggio di cavalli, divenuto il primo centro di ippoterapia dell'Umbria. Da alcuni anni è tra gli insegnanti della scuola di recitazione "MUMOS" a Terni organizzata dallo stesso Moschin.
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