lunedì 6 giugno 2016

Omaggio a Paolo Stoppa

Esordisce in teatro nel 1927 e nel giro di pochi anni passa dal ruolo di generico a quello di attore brillante. Dal 1938 al 1940 fa parte della compagnia del Teatro Eliseo di Roma. Proprio in questa famosissima compagnia incontra l'attrice Rina Morelli, che diventerà la sua compagna nella vita e sulla scena; insieme formeranno, per trent'anni, una delle coppie più affiatate del teatro italiano. Dopo la guerra conosce il regista Luchino Visconti, dall'incontro si determinerà uno dei più importanti fenomeni teatrali del dopoguerra: il trio Stoppa-Morelli-Visconti metterà in scena acclamate rappresentazioni di pièce di celebri autori. Affermatosi come uno dei più completi attori italiani, Paolo Stoppa si impone come grande attore versatile, capace di passare con disinvoltura dai ruoli impegnati a quelli leggeri, con un carattere personalissimo delle interpretazioni, frutto del suo tipico incedere recitativo, energico e sincopato. Nel 1976  la morte di Rina Morelli e di Visconti risulteranno per lui traumatiche. Nel luglio del 1978, con l'abile regia di Giorgio De Lullo, fa il suo grande rientro a teatro durante il Festival dei Due Mondi di Spoleto, al Teatro Caio Melisso. Successivamente, interpreterà anche L'avaro di Molière. Con un soprassalto d'orgoglio, nel 1984, ormai alla fine di una carriera esemplare, farà in tempo a essere un inedito Ciampa ne Il berretto a sonagli. Malato da tempo di leucemia muore a Roma il 1º maggio del 1988. In campo cinematografico fornisce grandi interpretazioni in Miracolo a Milano (1951), Rocco e i suoi fratelli (1960), Viva l'Italia (1961), Il Gattopardo (1962) e La matriarca (1968). Un altro ruolo noto dell'attore è quello del nonno di Teresina Fedeli, interpretata da una giovanissima Jodie Foster nel film Casotto  (1977). Da sottolineare, a fine carriera, le interpretazioni di papa Pio VII ne Il marchese del Grillo e di Savino Capogreco, un avarissimo usuraio che verrà poi truffato dai goliardici compari, in Amici miei - Atto II°. Insieme a Rina Morelli esordisce in televisione nel ruolo di Carlo Day nello sceneggiato Vita col padre e con la madre (1960). Soprattutto negli anni settanta è il protagonista di diversi sceneggiati televisivi di successo. Nel 1975 offrirà una memorabile interpretazione nel ruolo di Don Ippolito con funzioni di "coro greco" nel celebre sceneggiato L'amaro caso della baronessa di Carini.

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